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Come smascherare un attacco politico online
Chi fa politica può trovarsi nella spiacevole situazione di dover fronteggiare attacchi politici/personali da parte di avversari interni o esterni al proprio partito. In genere chi fa partire questi attacchi imbastisce bene le cose facendole sembrare espressione di un moto spontaneo della società o della base del partito. C’è però un modo efficace per stimare la reale entità di un attacco politico online. In questo modo si può sapere se l'attacco è reale o se si tratta solo di una manovra politica. Lo strumento adatto per questi scopi si chiama Social Mention. Questo strumento permette di capire quante sono realmente le persone che sul web parlano di un certo argomento. Per esempio potresti scoprire che tutto il baccano in realtà è fatto solo da tre persone. A tal punto puoi tirare un sospiro di sollievo e lasciare che il fuocherello si spenga da solo. Come fare in pratica: 1) Vai su Social Mention (http://socialmention.com) 2) Digita la parola chiave più rilevante (es. il tuo nome, il nome del tuo avversario, l’oggetto della contesa ecc.) 3) Sotto ogni post c’è l’autore, annotati il numero delle persone che stanno muovendo l’attacco politico Per aiutarti puoi usare anche degli indici prodotti direttamente da Social Mention. Tre sono gli indici più interessanti: Strenght: indica se questo argomento è discusso da molte persone nei social media (più è alto il valore, più se ne parla) Passion: indica il numero di persone che ne parla (se il valore è elevato significa che si tratta di un gruppetto di persone molto agguerrito, se il valore è basso significa che ne parlano tutti diffusamente) Reach: indica quanto è influente questa discussione e quante persone ne sono venute al corrente (se il valore è elevato significa che molte persone sono a conoscenza di questa discussione) Con questo sistema puoi capire se l'attacco politico è solo una mossa di pochi avversari o se è realmente generato da uno scontento popolare. A cura di Valerio Quatrano - www.faicomeobama.it
Uno dei più grandi errori di chi si approcia per la prima volta ad una campagna elettorale sul web è di voler acquistare database giganti contenenti migliaia di contatti email di perfetti sconosciuti. Questa pratica è, secondo me, sbagliata principalmente per due motivi: 1) è illegale: la legge vieta esplicitamente di inviare email a persone che non hanno dato il proprio consenso (http://bit.ly/10Yz5rx) 2) le email non richieste danno fastidio: se io ti mandassi un'email a settimana con le migliori offerte sui depilatori a laser ti darebbe fastidio? Ciò che sfugge a chi acquista database di email è che il vero obiettivo non dovrebbe essere quello di acquisire nuovi indirizzi email, ma di acquisire la fiducia di nuove persone. Non solo è inutile acquisire database di email, ma è addirittura controproducente. Le persone oggi sono molto sensibili allo spam e non sono disposte a perdonare attività del genere. Il principio delle campagne di email marketing dovrebbe fondarsi sempre sul consenso dell'utente, solo così puoi costruire una relazione e ottenere da lui donazioni, voti, sostegno materiale, firme per petizioni.... Se invii un email a 100.000 persone che non hanno mai dato il loro consenso otterrai, a mio parere, i seguenti risultati: il 75% non aprirà l'email il 20% ti segnalerà come spam il 4% si ricorderà di te come uno scocciatore e non ti voterà mai in futuro lo 0,6% ti risponderà infuriato lo 0,3% ti denuncerà lo 0,1% sarà interessato alla tua email Su un'email inviata a 100.000 persone sconosciute avrai più svantaggi che vantaggi da questa operazione. A cura di www.faicomeobama.it
Hai un sito web che vuoi promuovere per far conoscere il tuo programma politico e il tuo blog? In tal caso devi prendere in considerazione una strategia di link building. Il link building è un'attività molto nota nell'ambiente di chi opera con i motori di ricerca. In pratica, consiste nel far arrivare link in entrata al tuo sito. Mi spiego meglio. I link in entrata sono quei link che provengono da altri siti web e che puntano al tuo sito web. Viceversa i link in uscita sono quelli che puntano dal tuo sito web ad altri siti. Quello che devi fare tu è di ottenere link in entrata da altri siti. Come farlo: 1) Chiedi a tutti i tuoi colleghi di partito che hanno un sito web di ospitare un tuo guest post sul loro blog. In questo guest post ne approfitti per mettere un link al tuo sito. 2) Chiedi alla federazione del tuo partito di inserire l'indirizzo del tuo sito web tra i link utili del Partito/Movimento. 3) Se ricopri un ruolo istituzionale (es. consigliere comunale) fai inserire l'indirizzo del tuo sito web all'interno del tuo profilo istituzionale. 4) Se sei attivo in una tematica (es. diritti dei consumatori, ambiente...) contatta i blog di settore e chiedigli se sono disposti ad ospitare un tuo guest post. In questo modo Google darà più importanza al tuo sito web e lo metterà in cima ai risultati di ricerca. Farai accrescere la tua popolarità in rete e un numero maggiore di persone arriverà sul tuo sito web. Ma cos'è un guest post? Un guest post è un articolo ospitato da un altro blog. Il senso del guest post è il seguente: tu scrivi un articolo utile e di qualità su un argomento arricchendo il blog che ti ospita, in cambio, tale blog inserisce un link che punta al tuo blog. In questo modo, lui ci ha guadagnato un articolo di qualità e tu ci hai guadagnato un link in entrata. A cura di Valerio Quatrano - www.faicomeobama.it
Durante una campagna elettorale o una campagna politica diventa essenziale creare dei video propagandistici per mobilitare il proprio pubblico. In questo post voglio mostrarti come creare un video interattivo per promuovere una tua iniziativa. Si tende a pensare che i video interattivi siano estremamente complicati da realizzare. In realtà è molto più semplice di quanto si creda, si possono facilmente aggiungere degli elementi interattivi al proprio video senza troppo sforzo. Per fare ciò si consiglio di utilizzare, l'estensione per Firefox, Pop Corn Maker Vediamo come procedere passo per passo: 1) Scarica Firefox (http://www.mozilla.org/it/firefox/new/) 2) Installa l'estensione Pop Corn Maker (https://popcorn.webmaker.org) 3) Scegli un tuo video caricato su Youtube 4) Adesso puoi aggiungere links, pop-ups, note integrative, testo, mappe, tweets ed anche live feeds Il tuo video è ufficialmente interattivo. Questo non è l'unico strumento per svolgere questa funzione. Ci sono altri software e plugin molto utili. Vediamone alcuni: 1) Viewbix è molto utile se vuoi spingere le persone a svolgere una determinata azione come lasciarti l'email, fare una donazione o firmare una petizione. Guarda Viewbix: http://www.viewbix.com 2) Clickberry permette di fare una donazione direttamente dal video. Puoi rendere cliccabile quasi tutto (persone, oggetti, scenari) e fornire informazioni sui dettagli presenti nel video. Guarda: http://www.clickberry.com Per approfondire leggi http://tuttowebvideo.com/video-online-interattivi-links/ A cura di Valerio Quatrano - www.faicomeobama.it
Segmentare l'elettorato con i New Media
I media tradizionali come la Tv, la radio e i giornali sono mezzi straordinari perché permettono ai politici di rivolgersi ad ampie fasce di elettorato. Con una sola apparizione migliaia di persone possono venire a conoscenza del tuo programma politico. Questo sistema però contiene due pecche: 1) non tutti possono permettersi lo stesso spazio mediatico 2) durante l'apparizione in Tv o in Radio devi fare discorsi molto generici che si rivolgano ad ampie fasce di popolazione spesso molto diverse tra loro. I New media, viceveresa, riescono a risolvere entrambi questi problemi poiché:
1) sono accessibili a tutti 2) puoi rivolgerti a nicchie e segmenti specifici di elettorato La caratteristica di Internet è che il web è un insieme di hub e di nicchie che si collegano tra di loro. In questo modo se nel tuo programma politico ti rivolgi agli ambientalisti e agli artigiani puoi creare due messaggi diversi da lanciare in direzioni diverse.
Per esempio puoi creare due landing page con due programmi politici differenti e lanciare due campagne pubbliciatarie su Facebook a basso costo. In questo modo ti rivolgi a due segmenti di elettorato differenti. Infatti il vantaggio di creare un messaggio segmentato è proprio di essere più efficace poiché viene cucito attorno al pubblico di riferimento. I modi per intercettare nicchie specifiche di elettorato sono diversi: - Facebook Ads: può essere usato per intercettare coloro che lavorano nel mondo dell'artigianato e per coloro che i interessano di temi ambientali - Linkedin Ads: può essere usato per intercettare gli artigiani - Twitter: tramite la ricerca nelle biografie puoi individuare gli utenti che lavorano nel mondo dell'artigianato e gli attivisti di temi ambientali Questi sono solo tre esempi, se ne possono fare molti altri. L'importante è scegliere le nicchie di riferimento e cucire un messaggio attorno alle loro priorità ed esigenze. A cura di Valerio Quatrano - www.faicomeobama.it
Lo sai che i dettagli inutili permettono di rendere indelebile il messaggio di fondo di un discorso politico? Siamo abituati a vedere politici arrovellarsi tra grafici, dati, statistiche e indici per dare forza al proprio messaggio. Ma quante sono le persone che riescono a seguirli? Quanti sono quelli che dopo 20 minuti si ricordano il messaggio? Cos'è che resta impresso nel cervello delle persone? Quasi nulla. Allora come si usano i dettagli inutili per imprimere un messaggio politico nella testa degli elettori? Facciamo un esempio: Obiettivo: vuoi finanziare la costruzione della piscina comunale 1) Discorso sbagliato: "nella nostra città ci sono il 20% di giovani tra i 12 e 20 anni, non abbiamo strutture pubbliche e quelle private costano troppo per la fascia di popolazione di reddito medio bassa.... bla bla bla" 2) Discorso corretto: "vedere un ragazzo di 15 anni che per andare a nuotare deve fare 20km in autobus per raggiungere il paese vicino dove gli fanno pagare il doppio perché non è residente è assolutamente inaccettabile." La vedi la differenza? Non ti sto proponendo la solita sbobba americana che dovrebbe far commuovere le persone. Ti sto solo dicendo che se racconti una storia e la riempi di dettagli inutili attiri l'attenzione delle persone. I dettagli inutili ci permettono di immaginare le scene che vengono descritte, ci permettono di capire meglio ciò che viene detto e ci permettono anche di ricordare meglio il messaggio politico. Pensare a un ragazzo di 15 anni che sale su autobus e va a nuotare nel paese accanto è una scena che tutti siamo in grado di immaginare. Il messaggio resta stampato nella memoria di chi ascolta questa storiella. L'"autobus", "nuotare", "paese vicino" sono tutti dettagli che non hanno nulla a che fare con il messaggio politico, eppure aiutano a ricordarlo in maniera molto efficace. Un politico che utilizza spesso questa tecnica è Nichi Vendola che non ama mostrare grafici e statistiche durante i suoi discorsi. L'unico problema di Vendola è che fa pochi esempi reali, mentre è molto attento ad utilizzare parole ricercate e metafore affascinanti. Questo rende poco immaginabili i suoi discorsi e infatti viene accusato di essere troppo astratto quando parla. D'ora in poi, per rafforzare un messaggio politico associalo sempre a una storiella con dettagli inutili. Se per esempio vuoi sostenere la liberalizzazione del mercato del lavoro dovresti parlare così: "Oggi un imprenditore per produrre 100 chili di pomodori deve assumere dei rumeni a nero perché altrimenti non riuscirebbe a sostenere i costi di un contratto a tempo indeterminato in un settore stagionale come l'agricoltura. Durante l'inverno cosa gli fa fare ai dipendenti, dipingere le staccionate? " Quanti dettagli inutili ho usato? Mentre leggevi hai immaginato gli oggetti reali evocati in questo testo? Sono stati efficaci nel trasmettere il messaggio? A cura di Valerio Quatrano - www.faicomeobama.it
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Raccogliere fondi: tre consigli pratici
Migliorare il tasso di apertura di una newsletter: il mittente
Personalizzare l'esperienza politica dei visitatori sul sito web
La nuova app per Twitter cambia la grammatica dei video-spot verticali da smarphone, ma qualcuno già la odia. Il primo politico ad usarla? Mario Monti.
Vado subito al sodo: Twitter è ormai la sala stampa della politica italiana. Tutti, Monti, Di Pietro, Vendola, Renzi, Bersani, Gasparri, La Russa, tutti tranne
La realtà aumentata è una tecnologia applicata per applicazioni sugli smartphone. Permette di rendere interattiva la realtà circostante e di integrarla con un software preimpostato. In questo modo l'invenzione interagisce con la realtà dando luoghi a scenari inaspettati. Questa tecnologia può essere utilizzata per una campagna elettorale. Per esempio, durante le primarie del centrosinistra molte persone non sapevano dove si andasse a votare. Con un app di realtà aumentata chiunque, da qualsiasi posto, avrebbe potuto sapere in che direzione era situato il proprio seggio elettorale. Obama ha sfruttato questa tecnologia in una maniera più ludica rispetto all’esempio che ho fatto sopra sulle primarie. Come si può vedere da questo video alcuni dei suoi sostenitori si sono divertiti a realizzare un Obama finto che tramite un iPad interagiva con i passanti. http://www.youtube.com/watch?v=B4qsLf-S0I4 Ma la realtà aumentata può essere usata anche per comunicare in maniera diversa il proprio programma politico. In questo video si può vedere come da un semplice manifesto di Obama parte un sito web interattivo grazie al quale si può consultare il programma. http://www.youtube.com/watch?v=QqyKT0QLP2w Nel caso specifico l’applicazione di Obama 2012 si attiva ogniqualvolta viene puntato lo smartphone su un logo di Obama o su una sua immagine. Inoltre la realtà aumentata può essere utilizzata durante una campagna referendaria per comunicare ai cittadini dove sono localizzati i gazebo per la raccolta firme, oppure per indicare la direzione dei comitati referendari. Queste sono solo alcune delle possibilità che offre questo tipo di tecnologia. Le sue applicazioni in futuro saranno senza dubbio molto più ampie. A cura di Valerio Quatrano - www.faicomeobama.it
Quando si lancia un'iniziativa politica è importante creare una certa suspance nel proprio pubblico. Per questo motivo ci sono una serie di template fatti appositamente per creare questo tipo di sensazione. Si chiamano template di lancio perché preparano il lancio di un progetto. Il template di lancio è molto semplice: ha un orologio che segna i mesi, i giorni, le ore, i minuti e i secondi che mancano per il lancio effettivo. Questo template durante la fase di attesa ha l'obiettivo anche di raccogliere le email degli interessati. E' quindi importante che questo tipo di template venga preparato e messo online almeno 3-4 mesi prima del lancio stesso. Quando il conto alla rovescia termina deve partire l'iniziativa e quindi deve essere messo online, al posto di questo template, il vero sito internet che sarà stato creato in questi mesi di preparazione. Attenzione, è importantissimo che una volta che il conto alla rovescia sia arrivato a zero venga immediatamente sostituito. In questo post ho raccolto una serie di template prefabbricati utili per creare questo conto alla rovescia. Il costo è molto basso (circa 5$) ed è alla portata di tutti. Se invece il budget a tua disposizione è più consistente è opportuno farsi creare un template su misura da un web designer professionista. Ad ogni modo questi template sono un'ottima soluzione perché, conoscendo il linguaggio HTML, possono essere modificati a proprio piacimento. Vediamo, quindi, alcuni di questi template: Immagini: (http://bit.ly/10nyo9G) è un template con immagini rotanti che annunciano il tipo di iniziativa. Video: (http://bit.ly/Ub3vi5) in questo template può essere integrato un video che presenti l'iniziativa in questione. Barra di progressione: (http://bit.ly/UosnFs) questo template ha una barra di progressione. E' una variante interessante. Conto alla rovescia + barra di progressione: (http://bit.ly/Ub3uKR) questo template ha sia la barra di progressione che il conto alla rovescia, utile per aumentare la suspance del visitatore. Per vedere altri template di questo tipo vai su: http://bit.ly/Vk6hVq A cura di Valerio Quatrano - www.faicomeobama.it
Google+ ha varato una nuova funzionalità tra le tante già esistenti: d'ora in poi si potranno mettere in piedi dei gruppi per discutere di diversi argomenti o per gestire una comunità ristretta di persone. Eccola: http://www.google.com/+/learnmore/communities/ Vediamo come usare questa nuova funzionalità anche in Politica. Innanzitutto, un gruppo per nascere deve essere composto da almeno 3 persone. E' inutile creare un gruppo per la tua candidatura se non c'è nessuno che ti segue. Viceversa se vuoi intercettare nuove persone ti serve una pagina. La pagina ha infatti dei vantaggi che il gruppo non offre: - dà informazioni rilevanti - ha l'immagine in primo piano - si posiziona nelle SERP di Google - si può integrare con il sito web Google Pages: http://startbyzero.com/webmaster/2012/02/google-plus-come-creare-e-gestire-una-pagina-business/ Quindi, il gruppo serve solo se vuoi organizzare una micro-comunità di persone già convinte e motivate. E' generalmente un'unità operativa, una task force. Inoltre, il gruppo in ambito politico, deve essere inteso come luogo di lavoro e di sperimentazione per campagne elettorali, creazioni di manifesti, volantini, proposte di legge e petizioni. Ricapitaolando: il gruppo si differenzia dalle pagine perché non è rivolto al pubblico esterno, ma è piuttosto un gruppo di lavoro. Un gruppo può nascere con diversi scopi: - condurre una battaglia politica = se stai conducendo una battaglia politica e vuoi tenerti in contatto con gli interessati allora puoi creare un gruppo dove discutere e condividere il materiale e gli appuntamenti. In questo modo si procederà spediti e si comunicherà solo con gli interessati. - organizzare una campagna elettorale = se sei in campagna elettorale può essere opportuno organizzare il gruppo del comitato elettorale per scambiarsi velocemente pareri, appuntamenti e files. - discutere di un tema specifico = il gruppo può anche essere dedicato alla discussione di una tematica specifica come l'ambiente, il lavoro o la scuola, senza avere necessariamente finalità operative. Un aspetto interessante dei gruppi di Google+ consiste nel fatto che si possono creare delle microaree di discussione all'interno del gruppo stesso. Per esempio se si parla di ambiente, può essere utile dividere le discussioni relative alle leggi ambientali da quelle relative ai modelli di business della green economy, piuttosto che da quelle relative alla tecnologia sostenibile. Per approfondire: http://startbyzero.com/webmaster/2012/12/guida-google-plus-gestione-di-una-community-gruppo/ A cura di Valerio Quatrano - www.faicomeobama.it
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