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Gabriella Giudici: Anselmo d’Aosta, Le prove a posteriori e a priori dell’esistenza di Dio

Gabriella Giudici: Anselmo d’Aosta, Le prove a posteriori e a priori dell’esistenza di Dio | AulaUeb Filosofia | Scoop.it
Une école où la vie s'ennuie n'enseigne que la barbarie
Gianfranco Marini's insight:

un post di Gabriella Giudici pubblicato sul suo blog didattico e dedicato alla prova a priori o ontologica dell'esistenza di Dio che Anselmo d'Aosta propone nel suo Proslogion.

 

Si tratta di uno dei momenti fondamentali della teologia ma anche della storia della filosofia occidentale in quanto pone in gioco fondamentali questioni di ordine: metafisico, logico, ontologico, gnoseologico e costituirà un termine di confronto per tutta la tradizione filosofico occidentale, dal secolo XI ad oggi.

 

Nel post viene ricostruito anche il dibattito tra Anselmo e Gaunilone che, da un punto di vista empirista, nega la validità della prova ontologica di Anselmo. 

 

Interessante anche il brano del Proslogion pubblicato nel post, in cui Anselmo espone la sua "dimostrazione".

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L'Accademia de' Pignuoli: Kurt Gödel e la dimostrazione dell'esistenza di dio

L'Accademia de' Pignuoli: Kurt Gödel e la dimostrazione dell'esistenza di dio | AulaUeb Filosofia | Scoop.it
Gianfranco Marini's insight:

Una dimostrazione logica dell'esistenza di dio da Kurt Godel. Documentato e itneressante post dal blog l'Accademia dei Pignuoli che presenta un tentativo fatto da Kurt Godel, una delle più grandi menti della logica contemporanea, di dimostrare l'esistenenza di dio attraverso la rielaborazione logica della prova ontologica.

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Se questo è un credente. Albert Einstein a Princeton (I parte) » Il rasoio di Occam - MicroMega, di Giuseppe Panissidi

Se questo è un credente. Albert Einstein a Princeton (I parte) » Il rasoio di Occam - MicroMega, di Giuseppe Panissidi | AulaUeb Filosofia | Scoop.it
di GIUSEPPE PANISSIDI

Il processo di digitalizzazione dei Collected Papers of Albert Einstein è impresa di grande importanza, che ci perme...
Gianfranco Marini's insight:

Primo parte del saggio di Giuseppe Panissidi "Se questo è un credente. Albert Einstein a Princeton", pubblicato il 27/12/2015 su il Rasoio di Occam.

 

Il lungo articolo prende le mosse dalla pubblicazione dei Collected Paper of Albert Einstein, tutti i suoi scritti, circa 80.000. Sul sito dell'università di Princeton sono disponibili in forma digitalizzata tutti gli scritti del periodo che va dall'adolescenza al 1923.

 

Dopo avere brevemente ricordato alcuni elementi storici e biografici fondamentali, quali l'affermarsi del nazismo, la politica antisemita e la fuga di Einstein dalla Germania, l'autore affronta il tema della religione e di come il pensiero di Einstein possa e debba essere letto alla luce della sua critica all'idea personale di dio.

 

Partendo da lettere, dichiarazioni, articoli e altri documenti Panissidi tratteggia una religiosità einsteiniana panteista e spinoziana, contraria all'idea di un dio personale e antropomorfico dotato di volontà e che interviene nel mondo e, invece, costituita dalla credenza in un"superiore potere razionale" che si rivelerebbe nell'universo.

 

Non si tratta quindi dell'entità personale ebraico - cristiana, ma di una forza extra personale che non si identifica con la natura e a cui rapportarsi razionalmente e liberamente. La posizione di Einstein non è quindi quella della teologia naturale o della teologia razionale, non è certo né agnostico, né ateo, né panteista, si tratta di una posizione molto complessa che si intreccia e incrocia con tutte queste.

 

Il seguito del saggio è incentrato su una questione essenziale che Einstein esprime con la sua affermazione kantiana “La scienza senza la religione è zoppa, la religione senza la scienza è cieca”. In altri termini si tratta della questione chiave: che rapporto intercorre tra scienza e religione? Meglio ancora: che rapporto intercorre tra ordine razionale della natura e onnipotenza divina? Dio avrebbe potuto creare un universo differente?

 

Impossibile ripercorrere tutto il saggio che spazia da Kant a Galilei, da Nietzsche alla fisica relativistica e quantistica., da Bohr a Isaac Newton, da Spinoza a Darwin.

 

In conclusione un interessante percorso ricco di stimoli tra scienza, religione, filosofia, arte, conoscenza viste attraverso lo sguardo di uno tra i più grandi scienziati del novecento.

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