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Giacomo Destro, Perché c’è ancora bisogno del voto degli ignoranti - democrazia e problema della "scelta"

Giacomo Destro, Perché c’è ancora bisogno del voto degli ignoranti - democrazia e problema della "scelta" | AulaUeb Filosofia | Scoop.it
Une école où la vie s'ennuie n'enseigne que la barbarie
Gianfranco Marini's insight:
Articolo di Giacomo Destro pubblicato su Wired il 17/06/2016 e riproposto da Gabriella Giudici nel suo blog. Argomento dell'articolo un problema "classico" della democrazia rappresentativa: questa forma di organizzazione politica costituisce sempre la soluzione più razionale per risolvere il problema delle "scelte" che una comunità politica si trova a dover affrontare? oppure la democrazia si rivela più che una "dittatura della maggioranza" una "dittatura dell'ignoranza"?

È GIUSTO CHE TUTTI ABBIANO IL DIRITTO DI VOTO?
Il discorso di Destro prende spunto dalla tesi del polemista americano David Harsanyi che ritiene non sia "giusto" che tutti abbino il "diritto di voto", situazione che si tradurrebbe nella dittatura degli ignoranti. Il diritto di voto andrebbe riconosciuto solo a chi possedesse quel minimo di conoscenze necessarie a comprendere la realtà in cui vive.

DEMOCRAZIA E ANALFABETISMO FUNZIONALE
Destro riprende il discorso di Harsanyi e, anche alla luce del successo di personaggi come Donald Trump e all'esito del voto popolare relativo alla Brexit, sottolinea come la maggioranza della popolazione voti senza essere in grado di avere una comprensione anche minima del mondo in cui vive e di ciò su cui è chiamata a fornire la propria opinione.
La situazione in Italia è particolarmente devastante: il 70% della popolazione è "analfabeta funzionale" secondo l'indagine OCSE del 2013.

UN PROBLEMA SENZA SOLUZIONE
Conclusione di Destro è che vincolare al superamento di un "test" il riconoscimento del diritto di voto, sia una posizione insostenibile per questioni sia pratiche che teoriche. La soluzione "ateniese" dell'estrazione a sorte dei governanti è possibile solo per comunità politiche di piccole dimensioni, quindi, tra concezione aristocratica e potenzialmente autoritaria e democrazia con tutti i suoi difetti, compresa la dittatura dell'ignoranza, è sempre meglio la democrazia
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Piero Dominici: Globalizzazione e società della conoscenza: un duplice livello di analisi - a disposizione dei lettori tutto il primo capitolo del saggio La comunicazione nella società ipercomplessa.

Piero Dominici: Globalizzazione e società della conoscenza: un duplice livello di analisi - a disposizione dei lettori tutto il primo capitolo del saggio La comunicazione nella società ipercomplessa. | AulaUeb Filosofia | Scoop.it
Nello spirito (originario) della società della conoscenza e dell'economia della condivisione, condivido un capitolo estratto da una delle mie monografie, sperando che possa interessarvi e fornire d...
Gianfranco Marini's insight:

Articolo di Piero Dominici comparso su Nova ilsole24ore il 2-3-2015. Piero Dominici condivide il primo capitolo della sua monografia: La comunicazione nella società ipercomplessa. L'auspicio è quello della costruzione collaborativa di un sapere critico e condiviso per la realizzazione di una società aperta e inclusiva.

 

DATI BIBLIOGRAFICI 

P.Dominici (2005), La comunicazione nella società ipercomplessa. Condividere la conoscenza per governare il mutamento, FrancoAngeli, Milano 2011

 

MODELLO TEORICO - INTERPRETATIVO DELLA SOCIETA' IPERCOMPESSA

Il testo prende avvio con il tentativo di individuare i punti centrali per la costruzione di un modello teorico  -interpretativo della società iper complessa che riassumo:


1. Modernità come età dell'ambivalenza e del paradosso, crisi delle grandi narrazioni, delle ideologie e dei paradigmi scientifici e trionfo della pluralità dei giochi linguistici


2. la globalizzazione si presenta caratterizzata da:

2.1. globalizzazione è un dato di fatto rispetto a cui non hanno senso le posizioni ideologiche favorevoli o contrarie

2.2 non è in discontinuità con il moderno di cui radicalizza le contraddizioni: 

interdipendenza e 
frammentazione in special modo

 

3. La Kwnoledge Society, svilupatasi grazie alle tecnologie della comunicazione, offre sia 
opportunità di democratizzazione del sapere e del potere, sia possibilità di controllo totale.

4. Centralità strategica della comunicazione come processo sociale di condivisione della 
consocenza. I modi della azione sociale, dei rapporti di potere, dei modelli di sapere, sono 
ridefiniti e ridisegnatidalla comunicazione.

5. l'ipercomplessità determina, sia a livello locale che globale, una situazione di rischio e 
incertezza che accresce la vulnerabilità dei sistemi. Fattore cruciale è non solo l'oggettivo peso di 
situazioni ed eventi, ma il peso percepito che influisce sui processi decisionali, complicandoli 
ulteriormente.

6. Informazione, conoscenza e comunicazione sono i fattori primari nella produzione e nella 
determinazione dei bisogni collettivi e individuali.

7. Questi stessi fattori saranno decisivi per l'affermazione universale dei “diritti di cittadinanza 
globale”

8. Le nuove diseguaglianze non dipendono più solo da rapporti di tipo economico, ma anche di 
tipo culturale e conoscitivo e si presentano anche nei paesi sviluppati.

9. la globalizzazione comporta la necessità di ridefinire le politiche in chiave transnazionale. In questo senso la società ipercomplessa raprpesenta la base per una “Nuova Utopia”, un progetto storico e politico di globalizzazione etica che sia responsabile e solidale.

OBIETTIVI
Condivido pienamente le finalità generali che muovo la ricerca di Piero Dominici e che riassumo utilizzando parole sue:
# definire un modello di analisi del mutamento e riflettere sulle possibilità di un’etica (razionale) della comunicazione per la civiltà tecnologica in rete che abbia una prospettiva universale
# indagare la possibilità del “progetto” di una società globale più equa e solidale, che ponga nuovamente alla sua base i “valori” dell’uomo (neoumanesimo) e i diritti di cittadinanza globale

LA LETTURA
Il testo risulta molto complesso per lo spessore dei temi e problemi affrontati e dei riferimenti, pertinenti e frequenti, alla letteratura critica. Uno dei motivi di maggiore interesse del percorso delineato dall'articolo di P. Dominici è proprio la capacità di guidare il lettore nella selva del dibattito in corso di svolgimento su temi quali: la complessità, la comunicazione e la rivoluzione digitale, la formazione, l'inclusione, i modelli interpretativi del reale, la nuova razionalità, i flussi comunicativi, etc.

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Illuminationschols: Giulio Ferroni, Il sole 24 ore: Le parole della democrazia

Illuminationschols: Giulio Ferroni, Il sole 24 ore: Le parole della democrazia | AulaUeb Filosofia | Scoop.it
Giulio Ferroni, "Il Sole 24 ore - Domenica", 3 maggio 2015 La padronanza della lingua costituisce naturalmente la base di ogni sviluppo civile, di ogni svolgimento di pensiero e di conoscenza, di o...
Gianfranco Marini's insight:

Uno splendido articolo di Giulio Ferroni sulla lingua italiana e l'importanza, per la crescita dell'individuo e per la salute della democrazia, di un potenziamento del suo studio, non inteso come studio scientifico e linguistico, ma come cura della parola, amore per la narrazione, capacità di argomentare. Capacità queste la cui diffusione è di pertinenza della scuola.

 

Di questi tempi in cui prevale l'idea di standardizzare l'apprendimento ed eliminare o limitare il peso dell'approccio umanistico alla formazione (latino, letteratura, filosofia), l'articolo di Ferroni ricorda l'importanza della padronanza della lingua come "base di ogni sviluppo civile". In quanto tale l'educazione alla parola deve essere al centro della didattica.

 

La scuola deve esercitare una funzione di resistenza contro l'impoverimento e la banalizzazione della comunicazione, una comunicazione ricca è e deve essere la base della cittadinanza e dell'esercizio del pluralismo e della democrazia, come dimostra "per assurdo" 1984, in cui la società totalitaria si regge, anche, sulla distruzione della lingua e della parola e l'instaurazione di una lingua impoverita e non più capace di supportare il dialogo e il pensiero.

 

Quindi ben vengano lo studio dell'inglese e del coding, la digital citizenship e l'informatica, il collegamento tra scuola e mondo del lavoro e l'importanza della autonomia e capacità progettuale delle scuole, ma la priorità rimane l'educazione della parola, digitale o di carta, rimane la voce della nostra anima, il luogo del nostro pensiero.

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Il populismo come confine estremo della democrazia rappresentativa. Risposta a McCormick e a Del Savio e Mameli » Il rasoio di Occam - MicroMega

Il populismo come confine estremo della democrazia rappresentativa. Risposta a McCormick e a Del Savio e Mameli » Il rasoio di Occam - MicroMega | AulaUeb Filosofia | Scoop.it

di NADIA URBINATI
Il populismo è il confine estremo della democrazia rappresentativa. Quando il populismo diventa potere di governo si corr...

Gianfranco Marini's insight:

Un articolo di Nadia Urbinati che si inserisce nel dibattito sulla natura del populismo e sul suo rapporto con la democrazia, pubblicato su "Il rasoio di Occam" il 16 maggio 2014

 

L'autrice cerca di chiarire la natura del populismo, sia esso esclusionario o solidaristico, e di appurare se si tratta di un fenomeno interno  o esterno alla democrazia.

 

L'articolo nasce dall'esigenza di rispondere alle posizioni espresse da Mc Cormick e da Del Savio e Mameli, sullo stesso argomento

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Colin Crouch, Postdemocrazia

Colin Crouch, Postdemocrazia | AulaUeb Filosofia | Scoop.it
La recensione di Luca Baccelli al saggio del 2003 [Post democracy, Oxford, 2004; Laterza, 2003] di Colin Crouch, tratta da Jure gentium. "[...]anche se le elezioni continuano a svolgersi e condizio...
Gianfranco Marini's insight:

Dal blog di Gabriella Giudici una recensione di Luca Baccelli al saggio di Colin Cruuch del 2003 "Post Democracy"


La tesi di Crouch è che, raggiunto il suo apice nella seconda metà del XX secolo, il sistema democratico sia involuto da un lato in una spettacolarizzazione della dimensione politica in cui prevalgono le logiche del marketing, dall'altro in un intreccio sempre più stretto tra potere economico e politico che detengono interamente e fuori da ogni controllo il potere decisionale


interessanti gli spunti offerti dal lavoro di Crouch e della recensione che ne fa Baccelli.


Il paradigma dell'azienda  globale è il modello istituzionale del settore politico.


Il nuovo potere aziendale e politico assumono i tratti  tipici degli ordini della società di Ancien Regime (esenzione fiscale, giurisdizionale, ecc.)


Si attua una commercializzazione della cittadinanza con la cessione esternalizzazione ai privati dei servizi che il Welfare State offriva ai cittadini.


Lo stesso intreccio tra poteri (politico, economico principalmente ma non solo) è la negazione del liberalismo e della logica di mercato continuamente sbandierata a giustificazione del suo contrario.

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Libertà e repubblica in Kant

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di GIUSEPPE DUSO
Che cosa significa “rappresentanza” in Kant? E come tutto ciò si collega alla distinzione fra forme di Stato e forme di governo?
Gianfranco Marini's insight:

Da http://ilrasoiodioccam-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it

un articolo di Giuseppe Duso

 

Che cosa significa “rappresentanza” in Kant? E come tutto ciò si collega alla distinzione fra forme di Stato e forme di governo? Ne parla Giuseppe Duso, nel suo recente Idea di libertà e costituzione repubblicana nella filosofia politica di Kant, (Polimetrica, 2012), di cui pubblichiamo, per sua gentile concessione, un estratto.

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Pierfranco Pellizzetti, Foucault interprete di Nietzsche: dalla democrazia alla postdemocrazia

Pierfranco Pellizzetti, Foucault interprete di Nietzsche: dalla democrazia alla postdemocrazia | AulaUeb Filosofia | Scoop.it
Traggo da Micromega questa utile introduzione alla tematica foucaltiana dei processi di veridizione del potere e alla loro originaria ispirazione nietzschena. Un grande terzetto di fantasiosi studi...
Gianfranco Marini's insight:

dallo stupendo blog di Gabriella Giudici http://scienzeumanegiudici.wordpress.com un interessante articolo comparso su MIcromega dal titolo "Le Parole della democrazia" di Marco D'eramo (MicroMega 4/2013), in cui viene esaminato, alla luce del pensiero di NIetzsche e Foucault.

 

Il tema è quello del potere e del dominio sull'immaginario con cui si attua nella democrazia il controllo delle masse, fino a rendere possibile la teorizzazione di un superamento della demograzia in senso tanto oligarchico, quanto populistico che alcuni denominano "postdemocrazia".

 

La comunicazione politica diventa ricostruzione del reale a vantaggio dell'oligarchia secondo la retorica TINA (there is no alternative) con cui il potere si traveste da verità.

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Gustavo Zagrebelsky, Salvatore Settis, Alessio Grancagnolo: La riforma costituzionale, la democrazia, l’autoritarismo

Gustavo Zagrebelsky, Salvatore Settis, Alessio Grancagnolo: La riforma costituzionale, la democrazia, l’autoritarismo | AulaUeb Filosofia | Scoop.it
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Gianfranco Marini's insight:
dal blog di Gabriella Giudici un post del 18/05/2016 dedicato al tema della Riforma costituzionale che propone alcuni documenti che illustrano il punto di vista di coloro che ritengono tale riforma negativa. La lettura / visione di questi documenti mette a nudo le criticità di questa riforma della costituzione renziana. Questi i documenti:

1. articolo del fatto quotidiano in cui Gustavo Zagrebelsky espone in 15 punti i motivi del rifiuto della riforma renziana. L'articolo è stato pubblicato su Il Fatto quotidiano del 06/03/2016, questo il link della fonte originale:

2. intervento di Salvatore Settis alla trasmissione televisiva "di martedì" in cui espone i motivi del rifiuto della riforma costituzionale del governo Renzi

3. intervento contro la ministra Boschi dello studente palermitano di giurisprudenza Alessio Grancagnolo, in cui la riforma viene criticata nel metodo e nel merito.

I tre documenti mettono in evidenza i pericoli della riforma che, mirando a disegnare un sistema di potere fondato sul rafforzamento dell'esecutivo nei confronti del parlamento, presenta il pericolo di una diminuzione / dissoluzione della della rappresentanza e della democrazia
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Gabriella Giudici Montesquieu e i Cagots e la democrazia

Gabriella Giudici Montesquieu e i Cagots e la democrazia | AulaUeb Filosofia | Scoop.it
Traggo da Verso un mondo nuovo questo articolo su Montesquieu e i cagots. E' poco noto che Charles-Louis de Secondat barone di Montesquieu cominciò la sua brillante carriera, in qualità di consigli...
Gianfranco Marini's insight:

Articolo originariamente pubblicato in Verso un mondo nuovo colo titolo Montesquieu mon amour e ripubblicato da Gabriella Giudici sul suo blog. 

 

La Vicenda

Montesquieu agli inizi del XVIII secolo è presidente del parlamento di Bordeaux, è in tale periodo che formula la sua concezione democratica e egualitaria, pochi sanno che l'occasione fu la difesa dei cagots, i paria del medioevo, oggetto di disprezzo, emarginazione e persecuzioni che duravano dall'alto medioevo.

 

Paura, potere, uguaglianza

Nocciolo teorico della teoria egualitaria di Montesquieu è una riflessioni e sulla natura del potere tirannico:

# la tirannide si fonda sulla paura

# i Cagots sono temuti, quindi emarginati

# per abolire la tirannide e realizzare l'uguaglianza è necessario abolire la paura

 

I punti rilevanti

L'articolo è molto breve ma ricco di spunti interessanti, ne segnalo alcuni

# nella vicenda dei Cagots la "biologizzazione di una differenza culturale" è esemplare ancora più che nel tentativo di biologizzare le differenze culturali di ebrei e mori

# ll caso dei Cagots è quindi un caso paradigmatico di razzismo biologico per alcuni versi simile alla "limpieza de sangre" adottata in Spagna contro mori ed ebrei

# La storia dei Cagots è un mistero, hanno origini medioevali, ma si è persa memoria delle differenze e delle paure originarie che ne determinarono la "creazione" come stirpe caina e maledetta. Una volta creata questa "razza dannata" sopravvisse sottoposta a un rigoroso regime di privazioni (dovevano avere contrassegni sulle vesti, non potevano svolgere determinati lavori, dovevano accedere in chiesa da un porta speciale e molto bassa, venivano seppelliti in terra non consacrata, non potevano svolgere certi lavori, etc.), sopravvisse fino a incontrare Montesquieu

# il grande Montesquieu difende la diversità degli uomini e l'uguaglianza di ogni diversità, la libertà di ogni gruppo di poter liberamente esprimere la proprio diversità e compiere liberamente le proprie scelte, senza che si debba cadere nel "Dogma della presunzione identitaria" per cui certe identità sono più uguali di altre

# democrazia quindi non come imposizione forzata di modelli ugualitari cui conformare gli uomini cancellandone le differenze, secondo l'immagine caricaturale che della rivoluzione francese e della democrazia ha sempre dato il pensiero reazionario, ma democrazia come libertà di scegliere, potere della scelta, capacità di mediare i conflitti.

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Silvia Ronchey: "E Crizia sedusse Platone", L'adesione giovanile del futuro autore della Repubblica nella ricostruzione magistrale di Canfora

Silvia Ronchey: "E Crizia sedusse Platone", L'adesione giovanile del futuro autore della Repubblica nella ricostruzione magistrale di Canfora | AulaUeb Filosofia | Scoop.it
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Una recensione al libro di Luciano Canfora "Il mondo di Atene" incentrata sulla discussione della democrazia ateniese che costituisce il fondamento dell'evoluzione e del dibattito politico della democrazia.

 

Si tratta del tradizionale problema del confronto tra antichi e moderni incentrato sul tema della libertà politica e che vede il "caso Atene" come principale elemento della discussione intorno alla natura e alla stessa esistenza della democrazia.

 

Interessante il focalizzarsi della discussione sulla famosa orazione di Pericle che esalta la democrazia ateniese e a cui Canfora contrappone la parodia che di esso fa fare ad Aspasia Platone nel Menesseno, ma, soprattutto, il breve dialogo "Sulla sistema politico ateniese", attribuito a Senofonte, in realtà opera di Crizia, che costituisce l'anti-epitafio di Percile in cui ciascuno dei punti per cui viene da Pericle esaltata la democrazia ateniese viene capovolto e si mostra il carattere di sopraffazione, ingiustizia, corruzione, violenza su cui la vita sociale ateniese è fondata.

 

Interessanti anche gli spunti che l'articolo offre riguardo al contrapporsi di un progetto politico di integrazione tra oriente e occidente che va da Alessandro il macedone a cesare, cui si contrappone il progetto opposto, che infine uscì vincitore,  fondato sulla politica di Ottaviano Augusto.

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Che cos’è l’oligarchia? Winters, da Micromega

Che cos’è l’oligarchia? Winters, da Micromega | AulaUeb Filosofia | Scoop.it
di JEFFREY WINTERS
L’oligarchia è una forma di potere minoritario che trova il suo fondamento nella ricchezza materiale. Le democrazie cap...
Gianfranco Marini's insight:

Uno dei più interessanti contributi al dibattito sulla democrazia è la monografia di Jeffrey Winters "Oligarchy ", del 2012, dedicata al tema dell'oligarchia e al problema del rapporto tra democrazia e oligarchia.

 

Nella breve ma ottima presentazione di Lorenzo del Savio e Matteo Mameli vengono individuati i principali problemi che Winters affronta nel breve articolo "Che cos'è l'oligarchia".

 

Oligarchia e élites, rapporto tra democrazia e oligarchia, soprattutto la tesi per cui aumentare la dimensione partecipativa dei cittadini alle istituzioni democratiche non è un mezzo per contrastare l'oligarchia, mentre lo è intervenire sulla distribuzione delle ricchezza e limitarne la concentrazione.

 

L'articolo di Winters è stato pubblicato su Micromega ed è un contributo di Winters alla "Encyclopedia of Political Tought" curata da Michael T. Gibbons

 

Sintesi contenuti

esame del concetto di oligarchia in Aristotele; oligarchia e elites; oligarchia e ricchezza, approccio materialista alla teoria politica e al concetto di oligarchia, wealth defense  (difesa della ricchezza) come progetto politico che contraddistingue le oligarchie; tipologie di oligarchia (belliggeranti, governanti, sultanistiche, civili); capacità della teoria delle oligarchie di spiegare i fenomeni delle società idoerne e gli sviluppi della democrazia.

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La metamorfosi del signor P(otere)

La metamorfosi del signor P(otere) | AulaUeb Filosofia | Scoop.it
di PAOLO ERCOLANI Parafrasando un celebre frammento di Eraclito, in cui il grande filosofo antico si riferiva alla natura, potremmo dire che l’epoca della società in rete, o della globalizzazione, è quella in cui il Potere ha subito una trasforma...
Gianfranco Marini's insight:

Un interessante articolo di Paolo Ercolani sulle metamorfosi del potere apparso sul rasoio di Occam.

 

L'esame dell'era post - democratica, in cui il potere si sposta dallo stato a entità globali e transnazionali come il mercato e la rete , è incentrato sull'analisi del problema della conoscenza, dell'informazione e della formazione.

 

Riporto il testo con cui viene presentato l'articolo:

"siamo infatti passati dal Potere che nasconde, censura, manipola o coarta il flusso delle informazioni (o disinformazioni), a quello che ama nascondersi, trasfigurare i propri meccanismi di funzionamento e influenza, mascherare i luoghi del proprio abitare e operare. Lo scopo è sempre lo stesso, la perpetuazione del Potere stesso, ma le modalità mutate debbono indurre a più di una riflessione"

 

L'articolo è scaricabile in PDF

 

Paolo Ercolani insegna storia della filosofia e teoria e tecnica dei nuovi media all’Università di Urbino

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INTRODUZIONE AL PENSIERO POLITICO MODERNO

Gianfranco Marini's insight:

da http://www.swif.uniba.it/ un percorso per gli studenti sul pensiero politico moderno a cura di Piero Carelli.

 

Da Hobbes e Locke, attraverso le questioni della proprietà, dello stato, dell'uguaglianza, fino all'illuminismo, al liberalismo e alla democrazia

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