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Intervista di AstronautiCast a Luca Parmitano, l'astronauta italiano che il 28 maggio alle 21.30 ora italiana partirà dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan per raggiungere la ISS. Insieme all'astronauta italiano, a bordo della Soyuz TMA-09M, partiranno anche il comandante Fyodor Yurchikhin e l'altro ingegnere di volo, Karen Nyberg.
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Il volo dell’astronauta italiano Luca Parmitano si avvicina sempre di più. In preparazione al lancio, che potrete seguire in diretta su AstronautiCAST.com, ripercorriamo brevemente le tappe che hanno portato il nostro paese ad essere uno dei protagonisti del volo spaziale umano.
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Oggi scopriamo una delle costellazioni più ampie: la costellazione del Leone.
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Maledetti giroscopi. Saranno forse proprio loro a segnare la fine definitiva della missione Kepler della NASA. Già lo scorso anno uno dei quattro dispositivi a bordo del satellite era andato in avaria, sostituito da quello di riserva. Ed ecco arrivare negli ultimi giorni un nuovo problema a uno dei tre rimanenti che potrebbe dargli il colpo di grazia. Questi apparati sono infatti vitali per il corretto funzionamento delle attività del satellite poiché provvedono al suo perfetto puntamento e stabilità: “senza questi dispositivi un telescopio che deve avere un’altissima precisione di puntamento e poter ripetere lo stesso puntamento anche a distanza di molto tempo con la stessa altissima precisione, semplicemente non riesce più a fare il suo lavoro” dice Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana.
“Questo problema provocherà sicuramente una perdita di accuratezza nella precisione fotometrica, cioè della misura della radiazione proveniente dalle stelle che sono monitorate alla ricerca di pianeti orbitanti attorno ad esse” spiega Raffaele Gratton, astronomo INAF ed esperto di pianeti extrasolari. Un colpo che risulterebbe decisivo per i possibili futuri risultati della missione che riuscirebbe sì ancora a trasmetterci dati, ma poco o per nulla utilizzabili dalla comunità scientifica. Eppure Kepler, in quasi quattro anni di vita operativa da poco superata – proprio quella prevista dal progetto iniziale – ci ha regalato una nuova visione su quelli che sono i mondi al di fuori del nostro Sistema solare, neanche lontanamente immaginabile prima della sua entrata in funzione.
“Kepler è stato un enorme successo. Ha segnato una rivoluzione nella nostra comprensione dei sistemi planetari e ha completamente realizzato le attese che erano estremamente ambiziose. (..)
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Manca una settimana ad "Occhi su Saturno", il grande appuntamento dedicato al pianeta con gli anelli che si svolgerà in quasi 100 località italiane (e due in Svizzera)! Cercate l'evento a voi più vicino ed osservate dal vivo Saturno!
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Esperti della NASA e del settore aereospaziale privato concordano: un uomo o una donna potranno raggiungere Marte nei prossimi 20 anni, nonostante le enormi sfide e difficilta che una misisone di questo tipo comporta. I grandi nomi della esplorazione dello spazio, tra cui alti funzionari dell'agenzia spaziale statunitense e Buzz Aldrin, il secondo uomo a camminare sulla luna, discuteranno i più recenti progetti in una conferenza di tre giorni a partire Lunedi nella capitale degli Stati Uniti. Il rinnovato interesse per il pianeta rosso ha innescato l'avvio di diverse iniziative in questi ultimi mesi.
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L'ombra di Saturno si getta bruscamente attraverso i suoi anelli e le particelle che li compongono passano improvvisamente dal giorno alla notte. Senza atmosfera per diffondere la luce, le ombre nello spazio sono molto più scure e nette di quello a cui siamo abituati qui sulla Terra. L'immagine è stata scattata in luce visibile con la telecamera grandangolare della sonda Cassini il 5 marzo 2013.
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Si dice che il Sole dia alla testa se si è troppo esposti. Beh, allora bisogna vedere l'abbronzatura del Solar Dynamics Observatory (SDO), un satellite della NASA che punta, osserva e studia il Sole praticamente per mestiere. Infatti l'SDO è stato lanciato l'11 Febbraio 2010 per una missione della durata iniziale di cinque anni (ma poi chissà, magari anche di più) e ha iniziato a studiare la nostra stella 24 ore su 24. A studiare cosa? Parecchia roba: la variabilità in luminosità, le caratteristiche di emissione a diverse lunghezze d'onda elettromagnetica e anche studiare l'espulsione di particelle che poi vanno a danneggiare i nostri satelliti di comunicazione. (..)
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Siamo abituati a vedere gli arcobaleni sulla Terra, ma in realtà sono fenomeni ottici che avvengono ogni volta che c'è il giusto angolo di rifrazione di raggi solari in strutture come gocce d'acqua, cristalli o appunto ghiaccio. Sulla Terra avviene quando la luce attraversa le gocce rimaste in sospensione nell'aria, dopo un temporale o vicino ad una cascata o fontana. Ma dal punto di vista ottico, si tratta di una dispersione ottica con la luce che viene riflessa con un angolo di 40°- 42°. Ma anche gli anelli di Saturno sono pieni d'acqua, seppur sotto forma di cristalli, e al passare della luce solare, Cassini è infatti riuscito a fotografare questo splendido arcobaleno! Altre foto su: http://wanderingspace.net/2007/10/cassini-team-shows-some-color/
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Dal momento che il Solar Dynamics Observatory ha attivato i suoi sensori multi-spettrali, circa tre anni fa, abbiamo pubblicato numerosi video e immagini dalla missione, che ci mostra una visione incredibile del nostro Sole. Scott Wiessinger da del Goddard Space Flight Center Spazio Visualization Studio ha messo insieme le immagini degli ultimi tre anni comprimendole in 3 minuti di video
http://www.universetoday.com/101619/3-years-of-the-sun-in-3-minutes/
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Uno dei pianeti più affascinanti del Sistema Solare sarà particolarmente al centro dell’attenzione il 18 maggio prossimo con la manifestazione “Occhi su Saturno”. Giunta alla seconda edizione, dopo il successo conseguito nel 2012, l’iniziativa si articolerà in numerosi eventi in tutta Italia ed è mirata al coinvolgimento di una vasta platea di pubblico per osservare Saturno e avvicinarsi in maniera accattivante all’astronomia.
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SpaceX's Grasshopper flies 820 feet, tripling its March 7th leap. Grasshopper is a 10-story Vertical Takeoff Vertical Landing (VTVL) vehicle that SpaceX has ...
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E' stata lanciata ieri da Baikonur con un Soyuz 2-1A, la capsula per ricerca biologica Russa BION-M, che con i suoi ospiti a bordo rientrerà a Terra il prossimo 18 Maggio. A bordo di questa missione sono presenti 45 topi, 8 gerbillini (roditori dell’Asia), 15 gechi, lumache, pesci e altri microrganismi. Gli obiettivi di ricerca principali per questa missione sono la fisiologia animale nello spazio, l’analisi biologica di microrganismi e piante, le biotecnologie e gli effetti biologici delle radiazioni ionizzanti.
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E' sicuramente una delle immagini più note dei libri di astronomia, è la Nebulosa Anello, nota anche come M 57 o NGC 6720: ora, grazie alle osservazioni ottenute con il telescopio spaziale Hubble, gli astronomi sono riusciti ad ottenere una nuova versione tridimensionale. La foto composta rivela una struttura più complessa del previsto. "La nebulosa non è come una ciambella ma piuttosto, è come una ciambella di gelatina, perché è piena di materiale nel mezzo", ha detto C. Robert O'Dell della Vanderbilt University di Nashville, Tenn, capo del gruppo di ricerca. La Nebulosa Anello è a circa 2.000 anni luce dalla Terra ed è grande circa 1 anno luce. Situata nella costellazione della Lyra, è un insieme di gas intorno ad una vecchia stella morente, simile al nostro Sole. Precedenti osservazioni di diversi telescopi avevano rilevato (..)
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"Nel nostro sistema solare sono circa 600.000 gli asteroidi conosciuti e di questi almeno 10.000 sono NEO." E' stato inaugurato ieri 21 Maggio il NEO Coordination Centre (NEO-CC), un nuovo centro dell'Agenzia Spaziale Europea dedicato al coordinamento delle attività Europee per la caccia agli oggetti NEO (Near-Earth Objects), asteroidi e comete le cui dimensioni vanno dai metri alle decine di Km e che hanno orbite che li portano a transitare vicino alla nostra Terra.
Tornando al NEO-CC, esso è situato presso la sede Italiana del'Agenzia Spaziale Europea, l'ESRIN (European Space Research Institute) di Frascati e servirà come hub centrale di accesso ad una rete di sorgenti di dati NEO nell'ambito del programma ESA SSA (Space Situational Awareness). Si tratta del secondo centro aperto sotto la guida di SSA dopo lo Space Weather Coordination Centre aperto il mese scorso a Bruxelles. (...)
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Saturno è ancora l’indiscusso protagonista del cielo notturno, ma ben 3 pianeti, seppur solo per un breve periodo all’imbrunire, tentano di rubargli la scena.
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Fra il 13 e il 14 maggio il Sole ha emesso i più potenti solar flare di quest'anno, tra cui il terzo più potente del ciclo in corso. I flare (potenti emissioni di radiazione dal Sole) di classe X sono in assoluto i più potenti: il numero che accompagna la lettera specifica ulteriormente la loro intensità: un flare di classe X 2 è due volte più potente di uno di classe X 1, uno di classe X 3 tre volte più intenso, e così via. • http://www.media.inaf.it/2013/05/14/brillamento-record-per-il-sole/
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È stata visibile solo in una ristretta fascia sopra il Pacifico e l'Australia.
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Nelle immagini catturate dalla sonda SDO della NASA, il potente solar flare avvenuto il 3 maggio scorso, a soli due giorni di distanza da un altro evento simile ma più debole. Eventi di questo tipo sono destinati a diventare sempre più frequenti da ora alla fine dell'anno, mentre la nostra stella si avvicina al picco del suo ciclo di attività di 11 anni. La più forte eruzione solare dell’anno resta per ora quella verificatasi l’11 aprile, una tempesta solare di classe M6.5, comunque ancora un evento di livello medio. Gli scienziati classificano infatti i brillamenti solari in base alla loro intensità. Quelli di classe M sono eventi di media forza, e sono i più deboli tra quelli che possono comunque avere un impatto sulla Terra. Il più forte tipo di tempesta solare sono quelle di classe X. Quando sono dirette verso la Terra, possono costituire una minaccia per gli astronauti nello spazio ed i veicoli spaziali, e possono anche interferire con le comunicazioni, i segnali di navigazione GPS, e causare blackout radio.
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Fisica e ricercatrice presso il CERN di Ginevra, Fabiola Gianotti tenta di spiegare della sua attività metodi e segreti descrivendo in particolare la scoperta il Bosone di Higgs
A Torino spaccano il secondo, e lo fanno proprio a pezzi, in un miliardo di parti, roba da far invidia al titolo del famoso film "L'attimo fuggente".
Via Leopoldo Benacchio
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Gli astronomi hanno trovato la prova che quasi tutta l'acqua presente nella stratosfera di Giove, ossia nello strato atmosferico intermedio, è stata portata dalla cometa Shoemaker-Levy 9, che colpì Giove nel 1994. I dati dimostrano che nell'emisfero meridionale di Giove, dove si sono verificati gli impatti, è presente più acqua rispetto all'emisfero nord. Lo studio si basa sulle nuove osservazioni del telescopio spaziale ESA Herschel. L'origine dell'acqua presente nell'atmosfera superiore dei pianeti del Sistema Solare è stata da anni al centro di un lungo dibattito e gli astronomi furono sopresi che l'acqua fosse presente anche nelle atmosfere di Giove, Saturno, Urano e Nettuno, (continua...)
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Una possibile spiegazione per la formazioni di questo tipo di fosse è che quando la roccia o il ghiaccio sciolto durante l'impatto defluisce attraverso le fratture sotto il cratere ciò che resta è proprio una fossa. Un'altra teoria è che il ghiaccio al di sotto della superficie viene riscaldato rapidamente dall'impatto vaporizzandosi in un'esplosione. Come risultato la superficie rocciosa viene scavata formando una fossa esplosiva circondata da detriti rocciosi. La fossa si trova nel centro del cratere centrale, dove si è concentrata la maggior parte dell'energia dell'impatto. Nei due crateri di Arima però sebbene abbiano diametro simile le due fosse centrali sono piuttosto differenti, sia in dimensione che in profondità
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Domenica 21 aprile è partita la nuova campagna alla ricerca delle aurore boreali su Saturno, utilizzando il Keck Observatory di Mauna Kea, nelle Hawaii. L'iniziativa è stata presentata con un evento live di tre ore in cui gli scienziati hanno discusso ad ampio raggio, dalle caratteristiche di Saturno alle recenti scoperti. Durante il webcast, gli astronomi hanno anche provato ad osservare il fenomeno in diretta ma purtroppo, non sono stati così fortunati. "Finora abbiamo visto l'aurora in bianco e nero ma ora stiamo cercando di riprenderla a colori", ha detto Tom Stallard, un astronomo dell'Università di Leicester. "Stiamo cercando di ottenere osservazioni più profonde di quelle già prese".
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Tempo di bilanci per l'astronomia e l'astrofisica italiana. Ma anche di confronto su quelle che saranno le sfide tecnologiche e scientifiche del futuro. “La salute dell’astronomia italiana è eccellente dal punto di vista della qualità” dice ai nostri microfoni Roberto Buonanno, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Teramo dell’INAF e Presidente della Sait. “Il convegno di quest’anno, grazie anche alla collaborazione tra INAF e Sait, sarà un momento di incontro e di autovalutazione di tutta l’astrofisica italiana”.
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