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Sonde Spaziali nel Sistema Solare: Luglio 2013

Sonde Spaziali nel Sistema Solare: Luglio 2013 | astronotizie | Scoop.it

Dopo i lunghi mesi passati ad esplorare e studiare alcune zone della superficie di Marte, il rover Opportunity è nuovamente in movimento, avendo superato ormai i 37 km dall’inizio della missione. Ripartirà presto verso il monte Sharp anche Curiosity.

Il mese di luglio si prospetta molto intenso per la sonda Cassini, in orbita intorno a Saturno, mentre si avvicinano sempre di più sia il prossimo lancio di una sonda lunare, l’americana LADEE, sia il flyby della Terra da parte della sonda Juno, diretta all’esplorazione di Giove.

A partire da questo mese verranno incluse in questa rubrica anche le sonde di osservazione solare in orbita eliocentrica, ponendo fine ad una discriminazione che durava ormai da troppo tempo. Rimangono fuori dalla lista, al momento, solo le sonde di osservazione solare in orbita geocentrica.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e quelle in fase di preparazione.

 

• http://www.astronautinews.it/2013/07/04/aggiornamenti-dal-sistema-solare-luglio-2013/

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Tutti i colori del Sole (ripresi dalla sonda SDO della NASA)

Tutti i colori del Sole (ripresi dalla sonda SDO della NASA) | astronotizie | Scoop.it

Lanciato dalla NASA l'11 febbraio 2010, il Solar Dynamics Observatory, più brevemente SDO, è il più sofisticato tra gli osservatori solari inviati a studiare la nostra stella al di fuori dell'atmosfera terrestre. 

 

L'immagine seguente è un mosaico di particolari della superficie e dell'atmosfera solari, ripresi dal Solar Dynamics Observatory nelle differenti lunghezze d'onda alle quali operano i suoi strumenti.

 

La ragione per cui la luce solare viene filtrata in tante lunghezze d'onda differenti, dalla gamma della luce visibile fino all'estremo ultravioletto, risiede nella necessità di cogliere e studiare la più ampia varietà possibile di fenomeni legati all'attività della nostra stella.

AstroBlog's insight:

√ Sito ufficiale della sonda SDO (in Inglese)

http://sdo.gsfc.nasa.

 

√ Video del Sole ripreso con gli strumenti della sonda SDO

https://www.youtube.com/watch?v=G3TejSf5B7k 

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News Spazio: GRAIL, domani la conclusione della missione con l'impatto delle 2 sonda con la superficie Lunare, by NASA!

News Spazio: GRAIL, domani la conclusione della missione con l'impatto delle 2 sonda con la superficie Lunare, by NASA! | astronotizie | Scoop.it
Solo pochi giorni fa abbiamo visto la mappa della gravità Lunare con la massima risoluzione possibile realizzata dalle sonde gemelle della missione NASA GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory).

Lanciate il 10 Settembre 2011 queste sono giunte in orbita intorno alla Luna la prima il 31 Dicembre 2011 e la seconda il giorno successivo (vedi qui).

Da lì ha preso il via una splendida e fruttuosa missione, come avete avuto modo di vedere. Il 30 Agosto è iniziata la missione estesa, missione che si concluderà domani Lunedì 17 Dicembre in maniera piuttosto distruttiva.
Le due sonde, rinominate "Ebb" e "Flow", verranno fatte precipitare sulla superficie Lunare.

L'impatto controllato, o meglio i due impatti a 20 secondi di distanza l'uno dall'altro, sono previsti per il 17 Dicembre 2012 intorno alle 23:29 ora Italiana. Al momento dell'evento tale area sarà in ombra, non visibile quindi da Terra. Potremo però vedere le attività grazie alla diretta TV NASA che trasmetterà dal centro di controllo al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena.
AstroBlog's insight:

Le due sonde avevano a bordo due piccole fotocamere, le MoonKAM, pensate per scopi didattici. Dal sito dedicato è possibile guardare le immagini scattate nel coro della missione: https://moonkam.ucsd.edu/image_gallery/featured

 

Dalle 22:50 diretta su NASA TV

http://www.nasa.gov/multimedia/nasatv/index.html

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Il blog di Simone Bolzoni: Un pianeta-nano all'opposizione

Il blog di Simone Bolzoni: Un pianeta-nano all'opposizione | astronotizie | Scoop.it

Il mese di luglio si apre con l'opposizione al Sole dell'ex-pianeta Plutone, che avviene lunedì 1. A condizione di utilizzare dei telescopi medi per la sua ricerca e osservazione (la magnitudine visuale è solo 14,3), il pianeta-nano, oggi contrassegnato anche con il numero "asteroidale" (134340), è individuabile a sud-est all'inizio della notte, culmina verso meridione a metà nottata, per poi scendere nelle ore precedenti l'alba verso sud-ovest. La sua altezza sull'orizzonte non è certo eccessiva, visto che transita ad una declinazione di 20° sud, ma le cose peggioreranno ulteriormente nel corso degli anni, anche perché Plutone si sta progressivamente allontanando sia dal Sole, sia dalla Terra: la distanza da noi, all'opposizione, per ora si aggira sulle 31,45 Unità Astronomiche, pari a 4,7 miliardi di km. Il diametro angolare misura appena 0",22: nessun telescopio da astrofili è in grado di mostrarne il dischetto. Il suo moto tra le stelle è lentissimo, tanto che la costellazione che oggi lo ospita, il Sagittario, continuerà a farlo per altri 10 anni, fino al 2023. Osservando l'immagine (... continua http://simonebolzoni.blogspot.it/2013/06/un-pianeta-nano-allopposizione.html ;)

AstroBlog's insight:

• La sonda New Horizons nell'aprile 2015 incontrerà il pianeta nano Plutone:

http://pluto.jhuapl.edu/ 

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I 10 km più straordinari del rover “Curiosity”

I 10 km più straordinari del rover “Curiosity” | astronotizie | Scoop.it

Il secondo viaggio di «Curiosity» sta per cominciare. Dentro la storia del pianeta più affascinante e a caccia di possibili forme di vita. 

Ci vorranno tra sei e nove mesi, quasi l’equivalente del tempo impiegato per percorrere la distanza tra la Terra e Marte. Ma stavolta il rover a sei ruote della Nasa - delle dimensioni di una piccola utilitaria - dovrà macinare i 10 chilometri più impegnativi della sua carriera di esploratore, lungo un percorso accidentato che emoziona geologi ed esobiologi. (...) 

 

Ma, intanto, il sogno di maneggiare pietre e massi di un mondo lontano 56 milioni di chilometri si è già materializzato per Carl Agee, ricercatore della University of New Mexico ad Albuquerque. 

 

L’ha appena annunciato su «Science»: una roccia recuperata in Marocco si è rivelata essere il primo pezzo di superficie marziana mai caduto sul nostro pianeta. Pesante 320 grammi e battezzato Northwest Africa 7034, il mini-meteorite è davvero eccezionale: abbonda di segni di molecole d’acqua - 10 volte superiori a quelli individuati negli altri «parenti» finora studiati - e appartiene a un periodo decisivo, intorno a 2 miliardi di anni fa. Allora i vulcani di Marte erano in attività e laghi e fiumi dovevano movimentare paesaggi oggi desolati. In quel pezzettino di roccia c’è una storia simile a quella che «Curiosity» sta per raccontare ai suoi creatori umani. 

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Una rara Nova X individuata dal satellite Swift potrebbe rivelare la presenza di un buco nero

Una rara Nova X individuata dal satellite Swift potrebbe rivelare la presenza di un buco nero | astronotizie | Scoop.it

Una rara Nova X, un segnale della possibile presenza di un buco nero in un sistema binario [1]. L'ha rilevata domenica 16 settembre il satelllite della NASA Swift a cui partecipano INAF e ASI.

 

Non si poteva concludere questa settimana con la rilevazione di un altro buco nero. Ma questa volta non è tanto il buco nero che deve attrarre la nostra attenzione, quanto la rara Nova X che ha permesso di rilevarlo.

 

Infatti una Nova X è una sorgente che emette raggi X per un breve lasso di tempo, compare all’improvviso nel cielo X, raggiunge il massimo della sua emissione nel giro di alcuni giorni e poi decade lentamente su tempi scala di mesi.

 

La comparsa di una sorgente brillante di raggi X è dovuta all’improvvisa caduta di una copiosa quantità di gas che precipita su un oggetto compatto: una stella di neutroni o un buco nero.

 

Tutto questo è stato possibile grazie al satellite della NASA Swift [2], che lo scorso 16 settembre ha registrato un lampo di raggi X duri, provenienti da una sorgente situata in direzione del centro della nostra galassia...

 

[1] http://www.cosmored.it/astrofisica/appunti_binarie.html

[2] http://heasarc.gsfc.nasa.gov/docs/swift/swiftsc.html

 

 


Via Xè Simò
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