 Your new post is loading...
|
Scooped by
AstroBlog
|
Maledetti giroscopi. Saranno forse proprio loro a segnare la fine definitiva della missione Kepler della NASA. Già lo scorso anno uno dei quattro dispositivi a bordo del satellite era andato in avaria, sostituito da quello di riserva. Ed ecco arrivare negli ultimi giorni un nuovo problema a uno dei tre rimanenti che potrebbe dargli il colpo di grazia. Questi apparati sono infatti vitali per il corretto funzionamento delle attività del satellite poiché provvedono al suo perfetto puntamento e stabilità: “senza questi dispositivi un telescopio che deve avere un’altissima precisione di puntamento e poter ripetere lo stesso puntamento anche a distanza di molto tempo con la stessa altissima precisione, semplicemente non riesce più a fare il suo lavoro” dice Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana.
“Questo problema provocherà sicuramente una perdita di accuratezza nella precisione fotometrica, cioè della misura della radiazione proveniente dalle stelle che sono monitorate alla ricerca di pianeti orbitanti attorno ad esse” spiega Raffaele Gratton, astronomo INAF ed esperto di pianeti extrasolari. Un colpo che risulterebbe decisivo per i possibili futuri risultati della missione che riuscirebbe sì ancora a trasmetterci dati, ma poco o per nulla utilizzabili dalla comunità scientifica. Eppure Kepler, in quasi quattro anni di vita operativa da poco superata – proprio quella prevista dal progetto iniziale – ci ha regalato una nuova visione su quelli che sono i mondi al di fuori del nostro Sistema solare, neanche lontanamente immaginabile prima della sua entrata in funzione.
“Kepler è stato un enorme successo. Ha segnato una rivoluzione nella nostra comprensione dei sistemi planetari e ha completamente realizzato le attese che erano estremamente ambiziose. (..)
|
Scooped by
AstroBlog
|
Manca una settimana ad "Occhi su Saturno", il grande appuntamento dedicato al pianeta con gli anelli che si svolgerà in quasi 100 località italiane (e due in Svizzera)! Cercate l'evento a voi più vicino ed osservate dal vivo Saturno!
|
Scooped by
AstroBlog
|
Esperti della NASA e del settore aereospaziale privato concordano: un uomo o una donna potranno raggiungere Marte nei prossimi 20 anni, nonostante le enormi sfide e difficilta che una misisone di questo tipo comporta. I grandi nomi della esplorazione dello spazio, tra cui alti funzionari dell'agenzia spaziale statunitense e Buzz Aldrin, il secondo uomo a camminare sulla luna, discuteranno i più recenti progetti in una conferenza di tre giorni a partire Lunedi nella capitale degli Stati Uniti. Il rinnovato interesse per il pianeta rosso ha innescato l'avvio di diverse iniziative in questi ultimi mesi.
|
Scooped by
AstroBlog
|
L'ombra di Saturno si getta bruscamente attraverso i suoi anelli e le particelle che li compongono passano improvvisamente dal giorno alla notte. Senza atmosfera per diffondere la luce, le ombre nello spazio sono molto più scure e nette di quello a cui siamo abituati qui sulla Terra. L'immagine è stata scattata in luce visibile con la telecamera grandangolare della sonda Cassini il 5 marzo 2013.
|
Scooped by
AstroBlog
|
Si dice che il Sole dia alla testa se si è troppo esposti. Beh, allora bisogna vedere l'abbronzatura del Solar Dynamics Observatory (SDO), un satellite della NASA che punta, osserva e studia il Sole praticamente per mestiere. Infatti l'SDO è stato lanciato l'11 Febbraio 2010 per una missione della durata iniziale di cinque anni (ma poi chissà, magari anche di più) e ha iniziato a studiare la nostra stella 24 ore su 24. A studiare cosa? Parecchia roba: la variabilità in luminosità, le caratteristiche di emissione a diverse lunghezze d'onda elettromagnetica e anche studiare l'espulsione di particelle che poi vanno a danneggiare i nostri satelliti di comunicazione. (..)
|
Scooped by
AstroBlog
|
Siamo abituati a vedere gli arcobaleni sulla Terra, ma in realtà sono fenomeni ottici che avvengono ogni volta che c'è il giusto angolo di rifrazione di raggi solari in strutture come gocce d'acqua, cristalli o appunto ghiaccio. Sulla Terra avviene quando la luce attraversa le gocce rimaste in sospensione nell'aria, dopo un temporale o vicino ad una cascata o fontana. Ma dal punto di vista ottico, si tratta di una dispersione ottica con la luce che viene riflessa con un angolo di 40°- 42°. Ma anche gli anelli di Saturno sono pieni d'acqua, seppur sotto forma di cristalli, e al passare della luce solare, Cassini è infatti riuscito a fotografare questo splendido arcobaleno! Altre foto su: http://wanderingspace.net/2007/10/cassini-team-shows-some-color/
|
Scooped by
AstroBlog
|
Dal momento che il Solar Dynamics Observatory ha attivato i suoi sensori multi-spettrali, circa tre anni fa, abbiamo pubblicato numerosi video e immagini dalla missione, che ci mostra una visione incredibile del nostro Sole. Scott Wiessinger da del Goddard Space Flight Center Spazio Visualization Studio ha messo insieme le immagini degli ultimi tre anni comprimendole in 3 minuti di video
http://www.universetoday.com/101619/3-years-of-the-sun-in-3-minutes/
|
Scooped by
AstroBlog
|
Uno dei pianeti più affascinanti del Sistema Solare sarà particolarmente al centro dell’attenzione il 18 maggio prossimo con la manifestazione “Occhi su Saturno”. Giunta alla seconda edizione, dopo il successo conseguito nel 2012, l’iniziativa si articolerà in numerosi eventi in tutta Italia ed è mirata al coinvolgimento di una vasta platea di pubblico per osservare Saturno e avvicinarsi in maniera accattivante all’astronomia.
|
Scooped by
AstroBlog
|
SpaceX's Grasshopper flies 820 feet, tripling its March 7th leap. Grasshopper is a 10-story Vertical Takeoff Vertical Landing (VTVL) vehicle that SpaceX has ...
|
Scooped by
AstroBlog
|
E' stata lanciata ieri da Baikonur con un Soyuz 2-1A, la capsula per ricerca biologica Russa BION-M, che con i suoi ospiti a bordo rientrerà a Terra il prossimo 18 Maggio. A bordo di questa missione sono presenti 45 topi, 8 gerbillini (roditori dell’Asia), 15 gechi, lumache, pesci e altri microrganismi. Gli obiettivi di ricerca principali per questa missione sono la fisiologia animale nello spazio, l’analisi biologica di microrganismi e piante, le biotecnologie e gli effetti biologici delle radiazioni ionizzanti.
|
Scooped by
AstroBlog
|
Ogni volta che c'è l'annuncio di pianeti che potrebbero anche lontanamente somigliare a qualcosa di abitabile o che semplicemente si trovano nella giusta posizione per esserlo potenzialmente, nei media si scatena la corsa alla ricerca dell'aggettivo più d'impatto per descrivere questi mondi. Si va dai modesti "Simili alla Terra" a "Gemelli o Sosia della Terra" o "Nuove Terre" o titolo ancor più folli come: "Vita su una Nuova Terra?". Ora, io per primo sono estremamente entusiasta di questa notizia riguardo alla scoperta di 2 nuovi pianeti, Kepler-62e e Kepler-62f, (ed un terzo che pochi considerano ma che è altrettanto importante: Kepler-69c) che hanno grandezze giuste e si trovano alla giusta distanza per poter pensare che, facendo milioni di altre premesse, siano ottimi posti dove cercare la vita! Ma da qui a chiamarli gemelli della Terra, è esagerato! Di questo passo immagino che tra poco possiamo iniziare a valutare come chiamare gli animali che li abitano! Ma perché non possiamo dire che sono gemelli della Terra? Cosa hanno di diverso?
Prima di tutto, consideriamo cosa sappiamo davvero di questi pianeti. Sappiamo più o meno quanto sono distanti dalla loro stella e più o meno quanto sono grandi come dimensione. E' importante sottolineare che si tratta di stime e non dati assolutamente certi. NON sappiamo nulla riguardo alla massa che hanno, alla densità, alla composizione chimica della loro atmosfera, alla presenza o meno di una geologia attiva, di un nucleo attivo, di un campo magnetico abbastanza forte, di placche tettoniche in movimento, o della composizione mineralogica della loro struttura interna. Non sappiamo se hanno lune o anelli che possano o meno destabilizzare la loro rotazione o oscurare parte della loro superficie dalla luce solare (come nel caso degli anelli). Gli scienziati suppongo per adesso che probabilmente si tratta di pianeti roccioso e non gassosi perché tutti gli altri che abbiamo scoperto, di dimensioni piccole così, non sono gassosi.
Gli elementi di cui abbiamo parlato sono fondamentali per dire (..)
|
Scooped by
AstroBlog
|
Scientificast sostiene l’iniziativa e vi invita a sottoscrivere la lettera. Succede che in questa Italia in cui finisce che la libertà di avere la propria opinione e di esprimerla liberamente si trasformi nel fatto che tutte le opinioni abbiano la stessa autorevolezza, indipendentemente dal fatto che siano o meno supportate da chiare evidenze, specie in campo scientifico, un signore che afferma di poter prevedere i terremoti senza che abbia mai presentato previsioni affidabili possa essere appoggiato, spero senza piena consapevolezza, dal sistema scolastico che offre agli studenti che frequentano la sua conferenza dei crediti formativi. E’ davvero questo quello che vogliamo insegnare ai nostri figli?
|
Scooped by
AstroBlog
|
L'incredibile vortice apparso su Titano circa un anno fa, non accenna a diminuire e permane come una sorta di cappuccio sul polo sud della grande luna di Saturno, ben visibile anche dalle ultime immagini. Probabilmente costituito da un mix di ghiaccio sconosciuto, è il segnale dei cambiamenti stagionali in corso. "Associamo questo particolare tipo di nuvola di ghiaccio al clima invernale su Titano", ha detto Donald E. Jennings, ricercatore per lo strumento CIRS al NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, Maryland. E' apparso a fine maggio 2012 ed è un fenomeno ad alta quota (circa 300 chilometri sopra la superficie), probabilmente causato dall'inizio della stagione invernale nell'emisfero australe. Cassini aveva visto qualcosa di simile nel 2004, appena giunta intorno a Saturno ma al polo nord di Titano. A quel tempo era inverno proprio nell'emisfero settentrionale. La particolarità del fenomeno attuale, come ci segnala Christophe Sotin, membro del VIMS della NASA Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, consiste nella quota a cui si è formato: 300 chilometri sopra la superficie di Titano. A tale altitudine non era mai stato rilevato niente di simile.
|
|
Scooped by
AstroBlog
|
Fra il 13 e il 14 maggio il Sole ha emesso i più potenti solar flare di quest'anno, tra cui il terzo più potente del ciclo in corso. I flare (potenti emissioni di radiazione dal Sole) di classe X sono in assoluto i più potenti: il numero che accompagna la lettera specifica ulteriormente la loro intensità: un flare di classe X 2 è due volte più potente di uno di classe X 1, uno di classe X 3 tre volte più intenso, e così via. • http://www.media.inaf.it/2013/05/14/brillamento-record-per-il-sole/
|
Scooped by
AstroBlog
|
È stata visibile solo in una ristretta fascia sopra il Pacifico e l'Australia.
|
Scooped by
AstroBlog
|
Nelle immagini catturate dalla sonda SDO della NASA, il potente solar flare avvenuto il 3 maggio scorso, a soli due giorni di distanza da un altro evento simile ma più debole. Eventi di questo tipo sono destinati a diventare sempre più frequenti da ora alla fine dell'anno, mentre la nostra stella si avvicina al picco del suo ciclo di attività di 11 anni. La più forte eruzione solare dell’anno resta per ora quella verificatasi l’11 aprile, una tempesta solare di classe M6.5, comunque ancora un evento di livello medio. Gli scienziati classificano infatti i brillamenti solari in base alla loro intensità. Quelli di classe M sono eventi di media forza, e sono i più deboli tra quelli che possono comunque avere un impatto sulla Terra. Il più forte tipo di tempesta solare sono quelle di classe X. Quando sono dirette verso la Terra, possono costituire una minaccia per gli astronauti nello spazio ed i veicoli spaziali, e possono anche interferire con le comunicazioni, i segnali di navigazione GPS, e causare blackout radio.
|
Scooped by
AstroBlog
|
Fisica e ricercatrice presso il CERN di Ginevra, Fabiola Gianotti tenta di spiegare della sua attività metodi e segreti descrivendo in particolare la scoperta il Bosone di Higgs
A Torino spaccano il secondo, e lo fanno proprio a pezzi, in un miliardo di parti, roba da far invidia al titolo del famoso film "L'attimo fuggente".
Via Leopoldo Benacchio
|
Scooped by
AstroBlog
|
Gli astronomi hanno trovato la prova che quasi tutta l'acqua presente nella stratosfera di Giove, ossia nello strato atmosferico intermedio, è stata portata dalla cometa Shoemaker-Levy 9, che colpì Giove nel 1994. I dati dimostrano che nell'emisfero meridionale di Giove, dove si sono verificati gli impatti, è presente più acqua rispetto all'emisfero nord. Lo studio si basa sulle nuove osservazioni del telescopio spaziale ESA Herschel. L'origine dell'acqua presente nell'atmosfera superiore dei pianeti del Sistema Solare è stata da anni al centro di un lungo dibattito e gli astronomi furono sopresi che l'acqua fosse presente anche nelle atmosfere di Giove, Saturno, Urano e Nettuno, (continua...)
|
Scooped by
AstroBlog
|
Una possibile spiegazione per la formazioni di questo tipo di fosse è che quando la roccia o il ghiaccio sciolto durante l'impatto defluisce attraverso le fratture sotto il cratere ciò che resta è proprio una fossa. Un'altra teoria è che il ghiaccio al di sotto della superficie viene riscaldato rapidamente dall'impatto vaporizzandosi in un'esplosione. Come risultato la superficie rocciosa viene scavata formando una fossa esplosiva circondata da detriti rocciosi. La fossa si trova nel centro del cratere centrale, dove si è concentrata la maggior parte dell'energia dell'impatto. Nei due crateri di Arima però sebbene abbiano diametro simile le due fosse centrali sono piuttosto differenti, sia in dimensione che in profondità
|
Scooped by
AstroBlog
|
Domenica 21 aprile è partita la nuova campagna alla ricerca delle aurore boreali su Saturno, utilizzando il Keck Observatory di Mauna Kea, nelle Hawaii. L'iniziativa è stata presentata con un evento live di tre ore in cui gli scienziati hanno discusso ad ampio raggio, dalle caratteristiche di Saturno alle recenti scoperti. Durante il webcast, gli astronomi hanno anche provato ad osservare il fenomeno in diretta ma purtroppo, non sono stati così fortunati. "Finora abbiamo visto l'aurora in bianco e nero ma ora stiamo cercando di riprenderla a colori", ha detto Tom Stallard, un astronomo dell'Università di Leicester. "Stiamo cercando di ottenere osservazioni più profonde di quelle già prese".
|
Scooped by
AstroBlog
|
Tempo di bilanci per l'astronomia e l'astrofisica italiana. Ma anche di confronto su quelle che saranno le sfide tecnologiche e scientifiche del futuro. “La salute dell’astronomia italiana è eccellente dal punto di vista della qualità” dice ai nostri microfoni Roberto Buonanno, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Teramo dell’INAF e Presidente della Sait. “Il convegno di quest’anno, grazie anche alla collaborazione tra INAF e Sait, sarà un momento di incontro e di autovalutazione di tutta l’astrofisica italiana”.
|
Scooped by
AstroBlog
|
"Queste sono le ultime settimane che passo 'con i piedi per terra' (la testa, quella, è sempre fra le nuvole) e mi sento come se fossi in un frullatore ....." Il blog di Luca Parmitano, l'astronauta italiano che a Maggio salirà a bordo della Stazione Spaziazle Internazionale.
|
Scooped by
AstroBlog
|
A luglio dello scorso anno, la sonda Cassini ha effettuato nuove riprese concentrate sul polo sud del pianeta: 474 immagini raw che abbiamo assemblato in un unico video. Nelle foto originali sono presenti diversi punti bianchi fissi, artefatti dovuti a dead pixel ed alla compressione. In basso scorre il cielo stellato (e passano diverse lune) e, mentre la Cassini rimane agganciata al suo target, Saturno, si intravedono diversi raggi cosmici. Le immagini sono state scattate con i filtri CL1 e CL2 della Narrow Angle camera, per cui nelle lunghezze d’onda del visibile ma, realizzando il filmato, si notavano deboli sfumature luminose muoversi verso il polo sud del pianeta: forse una nuova ed inedita aurora.
|
Scooped by
AstroBlog
|
Come ogni anno l'Amministrazione USA del Presidente Barack Obama prepara la proposta di Budget per l'anno fiscale 2014 (FY2014, Fiscal Year) da presentare al Congresso. La richiesta di finanziamento per la NASA quest'anno è pari a 17,7 miliardi di dollari, praticamente la stessa cifra richiesta l'anno scorso. Vediamo i punti importanti di questa proposta la cui rilevanza interessa tutta la comunità spaziale mondiale. La proposta continua a seguire lo stesso corso tracciato negli anni precedenti dall'Amministrazione Obama. Forse la novità maggiore è l'iniziativa per catturare un asteroide e portarlo in orbita intorno alla Luna (illustrazione in alto), l'Asteroid Retrevial And Utilization Mission.
|
La missione Kepler è una missione spaziale della NASA parte del programma Discovery, il cui scopo è la ricerca e conferma di pianeti simili alla Terra in orbita attorno a stelle diverse dal Sole, tramite l'utlizzo del telescopio spaziale Kepler
• http://it.wikipedia.org/wiki/Missione_Kepler