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Notizie e curiosità riguardanti il mondo dell'astronomia
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Le vele solari e alti motori delle future missioni spaziali

Le vele solari e alti motori delle future missioni spaziali | astronotizie | Scoop.it

Quando pensiamo ad una missione spaziale, la prima cosa che ci viene in mente è il momento del lancio con il razzo che si alza su una colonna di fuoco. Per vincere la forza di gravità dobbiamo liberare energia e quello che vediamo è l’energia chimica del carburante che viene utilizzato. Il migliore rendimento si ottiene facendo interagire idrogeno e ossigeno liquidi che formano la molecola dell’acqua. E’ così che siamo andati sulla Luna grazie al genio di von Braun che ha immaginato il Saturno V ed è così che si sono sollevati tutti gli Shuttle con il loro imponente serbatoio arancione.

                            -----------------------------------------------------

Peso limitato coniugato con grande rendimento sono le carte vincenti del motore a propulsione nucleare che, pur già sviluppato dalla NASA, è stato poi messo in un cassetto. Nel corso dei decenni sono state sviluppate diverse tecniche per acquisire spinte aggiuntive esplorando le possibilità offerte da tecnologie di peso limitato che, estraendo energia dalla radiazione solare, possano produrre una spinta molto piccola ma continua

 

-  le vele solari, che sfruttano la pressione esercitata dalla radiazione del sole su una apposita (grande) superficie che la assorbe. 

 

- motori a ioni dove il gas di un serbatoio viene ionizzato e accelerato da campi elettrici o magnetici (che traggono potenza dai pannelli solari) per poi essere convogliato verso lo spazio attraverso un ugello fornendo una minuscola spinta tipo motore a reazione. 

 

- EMdrive (per motore elettromagnetico) Invece di spingere fuori atomi ionizzati ed accelerati, c’è chi pensa di utilizzare delle microonde trasformando energia elettrica (dei pannelli solari) in spinta.

AstroBlog's insight:

Leggi tutto: http://www.chefuturo.it/2014/09/le-vele-solari-e-alti-4-motori-che-muoveranno-le-missioni-spaziali-del-futuro/

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Aggiornamenti dal sistema solare: settembre 2014 - AstronautiNEWS

Aggiornamenti dal sistema solare: settembre 2014 - AstronautiNEWS | astronotizie | Scoop.it

Periodo fitto di avvenimenti e traguardi importanti per la flotta di robot inviati ad esplorare per noi il sistema solare. L’evento principale del mese di agosto è stato senz’altro l’arrivo alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko della sonda europea Rosetta, che ha cominciato da subito ad inviare immagini fantastiche. Ci hanno tenuto col fiato sospeso, poi, i tentativi di recupero della sonda ICE/ISEE-3: anche se non è stato possibile accendere i propulsori per cambiare orbita, la sonda comincerà una nuova missione mettendo i suoi dati a disposizione di chiunque abbia voglia e capacità di scaricarli e analizzarli. Traguardo importante anche per New Horizons, che ha ormai superato l’orbita di Nettuno ed è entrata per l’ultima volta in ibernazione prima di raggiungere, l’anno prossimo, Plutone.

Settembre sarà dedicato principalmente a Marte. Arriveranno a destinazione, infatti, sia MAVEN che la missione indiana MOM, con la delicatissima inserzione finale in orbita che avverrà per entrambe a fine mese. Sempre interessante sarà seguire la missione di Rosetta che continuerà ad avvicinarsi alla cometa e, dopo aver “danzato” intorno ad essa per alcune settimane, entrerà realmente in orbita a metà settembre, quando verrà anche deciso il sito di atterraggio primario per il lander Philae.

Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e quelle in fase di preparazione.

AstroBlog's insight:

http://www.astronautinews.it/2014/09/05/aggiornamenti-dal-sistema-solare-settembre-2014/

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UNA MAPPA PRELIMINARE DELLA COMETA DI ROSETTA

UNA MAPPA PRELIMINARE DELLA COMETA DI ROSETTA | astronotizie | Scoop.it

Gli scienziati che lavorano sulle immagini della cometa 67P / Churyumov-Gerasimenko hanno diviso la superficie della cometa in una serie di regioni divise in base alla loro morfologia, rivelando un mondo multiforme e unico. 

Con diverse aree dominate da scogliere, depressioni, crateri, massi o addirittura solchi paralleli, la cometa 67P / CG mostra una moltitudine di terreni. Alcune aree sembrano addirittura essere state plasmate dall' attività della cometa.

Questa analisi preliminare fornisce la base per una descrizione scientifica dettagliata della superficie della cometa, ma sarà necessaria una notevole quantità di lavoro che verrà effettuata sulle dettagliate immagini della camera Osiride e sui dati forniti dagli  altri strumenti di Rosetta per determinare ciò che ogni regione rappresenta in termini di composizione e l'evoluzione. 


Nei prossimi mesi, durante il viaggio della cometa 67P / CG e di Rosetta verso il Sole, il team di OSIRIS monitorerà la superficie in cerca di cambiamenti. Gli scienziati non si aspettano variazioni notevoli nei confini delle regioni della cometa, me le trasformazioni su scala più ridotta della superficie potranno comunque aiutare a spiegare come l'attività cometaria ha creato un mondo così mozzafiato.

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http://blogs.esa.int/rosetta/2014/09/08/a-preliminary-map-of-rosettas-comet/

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Alla ricerca di mini-Lune attorno alla Terra

Alla ricerca di mini-Lune attorno alla Terra | astronotizie | Scoop.it

Un recente lavoro  pubblicato dalla University of Hawaii in collaborazione con l'Istituto SETI e il Dipartimento di Fisica dell'Università di Helsinki ha preso in esame le probabilità che la Terra catturi momentaneamente piccoli asteroidi e la fattibilità di rilevarli con i sistemi esistenti e futuri. Lo studio rileva che, forse, una media di poche decine di asteroidi fino a 1-2 metri di dimensione sono in uno "stato stazionario", e possono entrare in orbita intorno alla Terra in un dato momento e successivamente venire espulsi come si trovassero su una sorta di nastro trasportatore .

Le stime indicano che asteroidi di dimensioni dai 5 ai 10 metri sono catturati ogni decade, mentre grandi asteroidi, da 100 metri o più, sono temporaneamente catturati dalla Terra ogni 100.000 anni.


Per il momento non esistono programmi di ricerca che possano fornirci maggiori informazioni su questi oggetti. I tradizionali sistemi di ricerca come LINEAR e PanSTARRS che scandagliano il cielo a caccia di asteroidi potrebbero avere già catturato una di queste "lune momentanee" ma dato il loro particolare movimento potrebbero essere state etichettate come artefatti o falsi positivi.

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LEGGI TUTTO: http://www.universetoday.com/114212/hunting-for-minimoons-orbiting-earth/

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ESA Rosetta in dirittura di arrivo: fase finale

ESA Rosetta in dirittura di arrivo: fase finale | astronotizie | Scoop.it

Oggi la sonda dell'ESA Rosetta eseguirà la penultima accensione dei propulsori prima dell'incontro del 6 agosto con 67P/Churyumov-Gerasimenko.

La manovra, chiamata Close Approach Trajectory" (CAT), inizierà alle 09:00 UTC, è durata circa 13 minuti ed avrà il compito di ridurre la velocità del veicolo spaziale rispetto alla cometa di altri 3,5 metri al secondo.
L'ultima verrà eseguita proprio il 6 agosto.

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Articolo completo: http://www.aliveuniverseimages.com/flash-news/spazio-astronomia/856-esa-rosetta-in-dirittura-di-arrivo-fase-finale

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NASA: preparativi per mettere al sicuro le sonde in orbita attorno a Marte dall’incontro con la cometa C/2013 Siding Spring

NASA: preparativi per mettere al sicuro le sonde in orbita attorno a Marte dall’incontro con la cometa C/2013 Siding Spring | astronotizie | Scoop.it

L’ente spaziale americano sta predisponendo le opportune misure cautelative al fine di proteggere i propri orbiters marziani, mantenendo al tempo stesso le opportunità di raccogliere dati scientifici util, mentre la cometa C/2013 Siding Spring si sta avvicinando al Pianeta Rosso, il cui flyby è previsto per il 19 Ottobre.

Il nucleo cometario sfiorerà Marte ad una distanza di 132.000 km, spargendo materiale proiettato dalla sue superficie mentre sfreccia ad una velocità di 56 km/s, rispetto a Marte e alle sonde che orbitano attorno al pianeta. A questa velocità anche la più piccola particella, delle dimensioni stimate di appena mezzo millimetro, potrebbe causare un danno importante ad un qualsiasi veicolo spaziale.

Attualmente la NASA sta gestendo due sonde in orbita attorno a Marte, con una terza in viaggio, il cui arrivo a destinazione è fissato ad appena un mese prima del flyby della cometa. I teams che hanno in carico le operazioni degli orbiters, intendono avere tutti gli spacecraft posizionati sul lato opposto del Pianeta Rosso, quando avverrà l’incontro ravvicinato.

 
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Leggi tutto: http://www.astronautinews.it/2014/07/27/la-nasa-si-prepara-allincontro-con-la-cometa-marziana/

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Natura e Uomo: Iridium Flare, Via Lattea, Nuvole e inquinamento luminoso

Natura e Uomo: Iridium Flare, Via Lattea, Nuvole e inquinamento luminoso | astronotizie | Scoop.it

Mai visto un lampo nel cielo notturno? I satelliti Iridium sono spesso scambiati per meteore a causa dei loro notevoli lampi di luce nel cielo notturno, causati dalla riflessione della luce solare sulle loro antenne.
Questa immagine del fotografo Mike Taylor è un fotogramma di un timelapse della Via Lattea e di altre caratteristiche del cielo notturno. "Ho fotografato dal Maine occidentale, questo filmato include un bel po 'di inquinamento luminoso e qualche annuvolamento in rapida evoluzione", ha detto Mike a Universe Today via email. "La maggior parte dell'inquinamento luminoso in questa immagine è causato dalla città di Farmington, che si trova a circa 35 miglia da questa posizione."

Leggi tutto: http://www.universetoday.com/112845/nature-man-in-one-astrophoto-iridium-flare-milky-way-clouds-and-light-pollution/#ixzz35vtxiyr3

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Hubble cattura l'immagine più bella e colorata dell'Universo

Hubble cattura l'immagine più bella e colorata dell'Universo | astronotizie | Scoop.it
Il telescopio aguzza la vista e cattura uno scorcio di Spazio profondo nella lunghezza d'onda degli ultravioletti. Il risultato? Un quadro stellare che narra l'evoluzione delle galassie.

 

Gli astronomi più esperti la giudicano "commovente"; per i ricercatori della Nasa, è l'anello mancante per la comprensione della formazione stellare. Insomma l'immagine che vedete - l'ultima fatica del telescopio spaziale Hubble - è destinata a segnare la storia dell'osservatorio dell'agenzia spaziale americana: si tratta di uno dei più dettagliati e colorati ritratti dello Spazio profondo mai realizzati finora.

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Nelle zone più scure dello spazio i semi per la nascita delle stelle più luminose.

Nelle zone più scure dello spazio i semi per la nascita delle stelle più luminose. | astronotizie | Scoop.it

Gli astronomi hanno trovato fitte zone dense e polverose che risultano essere le più scure mai riprese. Osservazioni infrarosse provenienti dal NASA Spitzer Space Telescope di queste regioni nere come la pece possono contribuire a farci capire come si formano le stelle più luminose.

Queste zone rappresentano le parti più scure di un enorme nube cosmica di gas e polveri che si trova a circa 16.000 anni luce di distanza da noi. Un nuovo studio sfrutta le ombre proiettate da questi grumi più densi per misurare la struttura e la massa della nube.

 

Probabilmente questa nube  evolverà in uno dei più massicci e giovani ammassi di stelle nella nostra galassia. I grumi più densi fioriranno in grandi e luminose stelle di tipo O, la cui formazione per lungo tempo non è stata pienamente compresa. Queste stelle titaniche hanno importanti ripercussioni sui loro ambienti stellari locali e possono contribuire a creare gli elementi pesanti necessari per la vita.

 

AstroBlog's insight:

Comunicato originale: http://www.jpl.nasa.gov/news/news.php?release=2014-158

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ESA Venus Express: una discesa infernale

ESA Venus Express: una discesa infernale | astronotizie | Scoop.it

Dopo otto anni in orbita, la sonda dell'ESA Venus Express ha completato le osservazioni scientifiche di routine e si sta preparando ad un tuffo ardito nell'infernale atmosfera del pianeta.

Venere è sicuramente un mondo poco ospitale, ne sanno qualcosa i lander sovietici che, atterrati sulla superficie, furono schiacciati piuttosto rapidamente.
La sua temperatura superficiale supera i 450 gradi Celsius e l'atmosfera è piena di gas nocivi ma la sonda Venus Express ripeterà, in parte, l'impresa.

Ormai a corto di carburante, verrà guidata dal team di missione in un aerobreaking sperimentale che potrà fornire preziose informazioni supplementari sul campo magnetico del pianeta, sul vento solare, la temperatura e la pressione.

Lanciata con il Soyuz–Fregat dal cosmodromo russo di Baikonur in Kazakistan il 9 novembre 2005 e giunta intorno a Venere l'11 aprile 2006, concluderà i suoi otto anni di missione immergendosi nell'atmosfera del pianeta entro la fine di quest'anno.

AstroBlog's insight:

La missione venne proposta nel 2001 come riutilizzo del progetto della sonda Mars Express. Tuttavia le peculiarità di Venere hanno spinto l'ESA ad apportare alcuni cambiamenti alla sonda. In particolare le zone preposte al controllo termico, alle comunicazioni e all'alimentazione elettrica sono state modificate. Venere è due volte più vicino di Marte al Sole e quindi lo schermo termico è quattro volte più grande, la radiazione ionizzata è molto più intensa e quindi il sistema di comunicazione è stato rafforzato e i pannelli solari sono stati adattati per sopportare l'intensa radiazione solare. La missione Venus Express inoltre utilizza alcuni strumenti sviluppati per la missione Rosetta, tra cui il suo occhio principale VIRTIS.
L'integrazione dell'intero veicolo è stata ottenuta nella "camera bianca" dell'Thales Alenia Space a Torino.

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SpaceShipTwo non è in grado di raggiungere i 100 km

SpaceShipTwo non è in grado di raggiungere i 100 km | astronotizie | Scoop.it

Una delle rivelazioni più interessanti che è emersa da un articolo pubblicato sul London Sunday Times, riguarda l’ammissione che il Virgin Galactic SpaceShipTwo non sarà in grado di raggiungere il limite internazionalmente riconosciuto dei 100 km (62 miglia) di altitudine, ovvero il limite che permette alle persone che lo superano di essere definite astronauti.

Virgin afferma che il velivolo dovrebbe riuscire a volare fino ad una altitudine di circa 80 km, mentre altre fonti ritengono che questo sia un valore ancora troppo ottimistico.

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La Russia snobba la ISS? Washington farà tutto da sola

La Russia snobba la ISS? Washington farà tutto da sola | astronotizie | Scoop.it
La Russia conferma di non voler proseguire l'impegno sulla ISS dopo il 2020, gli Stati Uniti valutano la possibilità di portare avanti da soli il progetto. Intanto Elon Musk assicura: niente trampolino per gli astronauti, ci pensa SpaceX a portarli in orbita. A due giorni dalla reazione russa alle sanzioni di Washington per la questione Ucraina arrivano le prime riflessioni a freddo. L'unico dato certo è che la Russia ha ufficialmente respinto la proposta statunitense di proseguire con le sperimentazioni a bordo della ISS fino al 2024: intende abbandonare la Stazione nel 2020 com'era stato programmato. Poi svilupperà programmi spaziali indipendenti rispetto agli USA, che definisce "un partner inaffidabile".
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Esperimento CERN getta nuova luce sulla formazione delle nubi

Esperimento CERN getta nuova luce sulla formazione delle nubi | astronotizie | Scoop.it

L'esperimento CLOUD del CERN ha dimostrato che i vapori biogenici emessi da alberi e ossidati in atmosfera hanno un impatto significativo sulla formazione delle nubi, contribuendo così a raffreddare il pianeta. Questi aerosol biogenici sono ciò che dà alle foreste viste da lontano la loro caratteristica foschia blu. Lo studio CLOUD mostra che i vapori biogene ossidati legano con l'acido solforico per formare particelle embrionali che possono poi crescere per diventare i semi su cui le goccioline delle nubi possono formarsi. Questo risultato segue le misurazioni precedenti di CLOUD che dimostravano come l'acido solforico da solo non potrebbe formare nuove particelle nell'atmosfera come era stato precedentemente ipotizzato.


Questo è un risultato molto importante, poiché identifica un ingrediente chiave responsabile della formazione di nuove particelle di aerosol su gran parte dell'atmosfera - e gli aerosol e il loro impatto sulle nuvole sono stati identificati dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici come la più grande fonte di incertezza nei modelli climatici attuali. Jasper Kirkby, esperimento CLOUD

AstroBlog's insight:

• Articolo pubblicato oggi (16 Maggio 2014)  sulla rivista Science

http://www.sciencemag.org/content/344/6185/717.abstract

 

• L'esperimento CLOUD al CERN
http://daily.wired.it/news/scienza/2013/01/14/cern-nuvole-clima-578169.html  ;

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La cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko da mezzo miliardo di km di distanza

La cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko da mezzo miliardo di km di distanza | astronotizie | Scoop.it

Protagonista dell’immagine della settimana dell’ESO è la cometa Churyumov–Gerasimenko. E questa volta la fotografia non è stata scattata dalla sonda ESA Rosetta, bensì da terra, e in particolare dal Cile, grazie agli 8 metri del Very Large Telescope.

(...) Se le immagini di Rosetta ci restituiscono dettagli inimmaginabili, quasi perturbanti per la loro straordinarietà, è in questo difficile scatto del VLT che possiamo tornare a riconoscere in 67P una cometa. Con la sua chioma polverosa – segno di attività – che si estende per almeno 19mila km dal nucleo, e che si sta sempre più allungando, a formare quella che ci apparirà come una coda, mano a mano che la distanza dal Sole diminuisce.

AstroBlog's insight:

http://www.media.inaf.it/2014/09/08/vlt-rosetta-67p/

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Il mistero dei geyser di Europa

Il mistero dei geyser di Europa | astronotizie | Scoop.it

A dicembre 2013, la NASA aveva annunciato di aver individuato probabili geyser di vapore acqueo al polo sud di Europa, la luna di Giove.
La scoperta, avvenuta grazie ai dati spettroscopici rilevati dal telescopio spaziale Hubble a dicembre 2012, aveva suscitato grande entusiasmo. (..) Per i ricercatori, ci sarebbero diverse spiegazioni: i geyser potrebbero essere eventi sporadici, come le eruzioni vulcaniche sulla Terra; oppure, potrebbero essere visibili agli strumenti di Hubble solo in determinati periodi e in certe condizioni; o potrebbero essersi ridotti diventando troppo piccoli per essere visti.

Ma c'è anche un'altra possibilità, la peggiore: i geyser potrebbero non esistere affatto e quella che sembrava una prova nei dati di Hubble, sarebbe stata invece un artefatto o un'errata interpretazione dei dati.

AstroBlog's insight:

Leggi tutto: http://www.aliveuniverseimages.com/flash-news/spazio-astronomia/929-scomparsi-i-geyser-di-europa

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La cometa C/2013 A1 e l'ammasso globulare NGC362: prosegue il ... - Meteo Web

La cometa C/2013 A1 e l'ammasso globulare NGC362: prosegue il ... - Meteo Web | astronotizie | Scoop.it
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La cometa C/2013 A1 e l'ammasso globulare NGC362: prosegue il ...
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cometa marte La cometa C/2013 A1 (Siding Spring) si dirige verso Marte, con il quale avrà un passaggio ravvicinato il 19 Ottobre 2014.
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Rosetta sempre più vicina alla cometa

Rosetta sempre più vicina alla cometa | astronotizie | Scoop.it

La sonda Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) sta continuando a ridurre la sua distanza dalla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko. Questo ulteriore avvicinamento, che nella giornata del 20 agosto la porterà a soli 50 chilometri dalla cometa, servirà per iniziare il rilievo fotografico completo al fine di trovare il luogo migliore per l’atterraggio del lander Philae che è previsto per il prossimo 11 novembre.

Sia la cometa sia la sonda ora si trovano in orbita intorno al Sole e viaggiano alla stessa velocità. Il campo gravitazionale della cometa, grande poco più di 4 chilometri, è così debole da non permettere a Rosetta di entrare nella sua orbita e quindi la sonda è costretta a viaggiare al suo fianco compiendo delle accelerazioni per potersi avvicinare.

La sonda Rosetta, partita il 2 marzo del 2004 a bordo del vettore europeo Ariane 5 decollato dalla base spaziale di Kourou nella Guyana Francese, è arrivata in prossimità della cometa, distante dalla Terra circa 405 milioni di chilometri, lo scorso 6 agosto. A bordo della sonda e del suo lander chiamato Philae, c’è molta tecnologia italiana che è stata coordinata dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Uno dei maggior contributi alla realizzazione del progetto è arrivato dalla Thales Alenia Space che ha realizzato, su progetto del Politecnico di Milano, il trapano con cui Philae scaverà nel terreno della cometa una volta raggiunta il prossimo novembre. Altre partecipazioni italiane arrivano dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), dall’Università Federico II di Napoli e dall’Università di Padova.
(ANSA)

AstroBlog's insight:

Leggi tutto: http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/spazioastro/2014/08/19/rosetta-compie-un-altro-passo-verso-la-cometa_b633e1b0-8a07-44f7-8238-f4f539b9232f.html

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Rosetta: tra pochi giorni l'incontro con la cometa!

Rosetta: tra pochi giorni l'incontro con la cometa! | astronotizie | Scoop.it

Rosetta sta continuando il suo viaggio verso la cometa, e il 6 agosto, dopo oltre dieci anni di viaggio nel Sistema Solare, raggiungerà il nucleo di 67P, diventando la prima sonda spaziale ad incontrare e scortare una cometa nel suo percorso verso il Sole

AstroBlog's insight:

Leggi tutto: http://www.media.inaf.it/2014/07/25/rosetta-sempre-piu-vicina/

 

VIDEO di approfondimento:

http://it.euronews.com/programmi/space/rosetta ;

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La Voyager 1 è nello spazio interstellare? Lo sapremo con certezza nei prossimi due anni.

La Voyager 1 è nello spazio interstellare? Lo sapremo con certezza nei prossimi due anni. | astronotizie | Scoop.it

Nel 2012 il team della missione Voyager 1 aveva annunciato che la sonda era ufficialmente diventata il primo veicolo spaziale costruito dall'uomo ad aver raggiunto lo spazio interstellare.

Dopo una serie di notizie contrastanti, infatti, i dati mostravano che la Voyager stava viaggiando, da circa un anno, nel plasma, o gas ionizzato, presente nello spazio interstellare. La sonda si trovava dunque in una sorta di zona di transizione, sempre all'interno del nostro Sistema Solare, ma al di fuori dell'eliosfera, ossia di quella gigantesca bolla dominata dal campo magnetico della nostra stella e dal vento solare.

Ma nonostante siano passati due anni da quell'annuncio, le incertezze persistono ed alcuni sono convinti che la sonda si trovi ancora all'interno dell'eliosfera.

Ora, due scienziati del team Voyager hanno sviluppato un test che dovrebbe, una volta per tutte, chiarire la situazione.
Il loro studio è stato pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters dell'American Geophysical Union.

Secondo il nuovo documento, nei prossimi due anni, la sonda attraverserà una zona chiamata "current sheet", o foglio di corrente o corrente eliosferica diffusa, dove cambia la polarità del campo magnetico solare.
Quest'ultimo ruota in direzione opposta ai poli e i due settori sono separati appunto da una sorta di campo, spesso circa 10.000 chilometri, che si estende per miliardi di chilometri e può essere inteso come una superficie spianata che si protende verso l’esterno dall'equatore del Sole, in cui la lenta rotazione del campo magnetico solare induce una corrente elettrica.

Ebbene se la Voyager dovesse attraversare il foglio di corrente eliosferica, allora i membri del team dovrebbero rilevare un'inversione nel campo magnetico che circonda la sonda.
Si prevede che tale situazione debba verificarsi entro 1 o 2 anni al massimo: se ciò accadrà, vorrà dire che la Voyager 1 si trova ancora all'interno dell'eliosfera, diversamente, sarà la conferma che sta già viaggiando nello spazio interstellare.

 

 

AstroBlog's insight:

Leggi tutto: http://www.aliveuniverseimages.com/flash-news/spazio-astronomia/844-contrordine-la-voyager-1-potrebbe-non-aver-raggiunto-lo-spazio-interstellare

 

 

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SpaceX Dragon V2: ecco la navicella spaziale del futuro

SpaceX Dragon V2: ecco la navicella spaziale del futuro | astronotizie | Scoop.it
Elon Musk, il patron di SpaceX, ha presentato Dragon V2, la nuova e super tecnologica navicella spaziale statunitense che dal 2017 rimpiazzerà la Soyuz per i voli da e verso la ISS per gli equipaggi occidentali.

 

Rispetto ad allora le migliorie sono evidenti: con la Dragon 2 "si può atterrare ovunque sulla Terra con la precisione di un elicottero" e si può andare ben oltre la ISS, dato che "può trasportare sette astronauti per diversi giorni e ha una protezione termica migliorata" rispetto alla Dragon 1.

Musk l'ha definita un grande balzo in avanti nella tecnologia, e basta un'occhiata agli interni per rendersene conto. Li potete vedere nella galleria che pubblichiamo in questa pagina e i più curiosi possono fare un confronto con quelli della Soyuz. Tecnologicamente parlando, la prima novità rilevante è che Dragon 2 può attraccare autonomamente alla Stazione Spaziale Internazionale, a differenza della Dragon prima versione, a cui serve il supporto degli astronauti a bordo della Stazione, indispensabili per metterla in posizione manovrando il gigante braccio robotico.

Inoltre, la Dragon V2 dispone di otto dei nuovi motori SuperDraco, prodotti sempre da SpaceX e in grado di fornrie una spinta sufficiente per atterrare. La navicella inoltre è dotata di sensori che in caso di malfunzionamenti dei motori aprono un paracadute per rallentare la velocità d'impatto. Con lo stesso metodo può anche essere fatto un ammaraggio se non ci sono alternative.

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Arrivati sulla stazione spaziali 3 nuovi astronauti, forse ultimo lancio con a bordo americani.

Arrivati sulla stazione spaziali 3 nuovi astronauti, forse ultimo lancio con a bordo americani. | astronotizie | Scoop.it

 Nelle prossime ore l'equipaggio della Iss tornerà ad avere sei membri, come di consueto: Reid Wiseman della Nasa, Maxim Suraev di Roscosmos, l'agenzia spaziale della federazione russa, ed Alexander Gerst, astronauta tedesco dell'agenzia spaziale europea partiranno oggi, mercoledì 28 aprile, a bordo della loro navicella Soyuz TMA-13M dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan alle 21:57 ora italiana (l'1:57 di giovedì 29 in Kazakistan). Meno di sei ore dopo, alle 3:48, il comandante della Soyuz Suraev aggancerà il veicolo russo al modulo Rassvet, sul lato rivolto verso la Terra della stazione. 


Questo lancio potrebbe essere uno degli ultimi "Passaggi" verso la stazione spaziale internazionale offerto dalla Russia ad un astronauta statunitense. Nei giorni scorsi il vice-primo ministro russo Dmitry Rogozin ha infatti spiegato che Mosca potrebbe porre fine alla partnership con Washington in tutti gli ambiti del settore spaziale, inclusa la vendita di componenti per razzi destinati al lancio di satelliti ed il trasporto degli astronauti da e per l'Iss, a causa delle crescenti tensioni fra i due Paesi dovuta alla crisi ucraina

AstroBlog's insight:

AGGIORNAMENTO:

i 3 astronauti hanno raggiunto negli orari previsti la Stazione Spaziale Internazionale. http://www.nasaspaceflight.com/2014/05/international-trio-soyuz-ride-to-the-iss/

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Sabato 24, monitorare la Luna per osservare cadute di meteore

Sabato 24, monitorare la Luna per osservare cadute di meteore | astronotizie | Scoop.it

Tra il 23 ed il 24 maggio passeremo attraverso una nube di polveri e piccoli detriti lasciati dalla cometa 209P/Linear, questo sulla Terra potrebbe causare una magnifica pioggia di meteore ovvero le Cameloparditi di maggio, uno sciame ancora mai osservato. Ma anche la Luna sarà coinvolta!

 

I modelli indicano che le Cameloparditi sono composte da alcune grandi particelle e si muovono lentamente intorno al 16  km al secondo. 

La Luna in fase calante sarà in una situazione di illuminazione ideale per il monitoraggio dell'impatto meteorico perché gran parte della luna è in ombra, illuminata solo dalla fioca luce cinerea. Eventuali cadute di meteore spiccano come piccoli lampi contro il paesaggio lunare oscurato. Per la visione casuale degli impatti di meteoriti lunari, avrete bisogno di un telescopio di almeno 100mm e ingrandimenti da 40x fino a circa 100x. Un ingrandimento maggiore risulta inutile in quanto limita il campo visivo.

Non posso dire quanto sia facile sarà cogliere un impatto, richiede pazienza e una sorta di vigilanza casuale. In altre parole, non guardate in modo troppo concentrato. Cercate di rilassare gli occhi, mentre tenete sotto controllo l'immagine. Il metodo preferito per catturare gli impatti lunari è riprendere la Luna con una telecamera collegata ad un telescopio. In questo modo è possibile esaminare i risultati con calma alla luce del giorno. Vedere dal vivo un meteorite che ha colpito la Luna potrebbe davvero essere l'esperienza di una vita!

Dall'Italia la Luna sorgerà intorno alle 3:30, purtroppo non resterà molto tempo prima dell'inizio del crepuscolo mattutino, varrà comunque la pena tentare un monitoraggio!



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http://www.astroperinaldo.it/blog/2014/una-possibile-straordinaria-pioggia-di-meteore-nelle-notti-di-fine-maggio/

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Chang'e-3, nuovo risveglio del rover Yutu per l'inizio del 6° giorno lunare di missione

Chang'e-3, nuovo risveglio del rover Yutu per l'inizio del 6° giorno lunare di missione | astronotizie | Scoop.it
Torniamo sulla Luna ed in particolare nella regione del Mare Imbrium dove il 14 dicembre dello scorso anno fece il suo allunaggio la missione Cinese di esplorazione Lunare Chang'e-3.
Avevamo lasciato sia il lander che il rover Yutu a riposo, nella loro 5° lunga notte iniziata il 23 Aprile durante la quale i due veicoli spaziali si erano disattivati (come da programma) in attesa del sorgere del Sole.
Un nuovo giorno è arrivato, il 6° giorno Lunare, e sebbene non vi sia nessuna notizia dai media Cinesi sembra che il rover Yutu si sia nuovamente riattivato nonostante i problemi di cui soffre dallo scorso Gennaio. Ma c'è qualcosa che non va nelle comunicazioni tra Terra e Luna.
 
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Continua: http://newsspazio.blogspot.it/2014/05/change-3-nuovo-risveglio-del-rover-yutu.html   ;
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Roberto Battiston è il nuovo presidente dell'Asi

Roberto Battiston è il nuovo presidente dell'Asi | astronotizie | Scoop.it

Roberto Battiston è il nuovo presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). L'ha nominato il ministro per l'Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini, selezionandolo nell'ambito della rosa di nomi proposta dal Comitato presieduto da Fabio Beltram. ''Facciamo le cose al tempo giusto, con la concretezza e la rapidità necessaria, ma anche con l'attenzione all'eccellenza, ha detto oggi il ministro Giannini, a margine di un incontro elettorale a Terni.

''Penso - ha aggiunto riferendosi alla nomina di Battiston - che questo sia un punto di partenza e di rilancio di un settore, quello aerospaziale, che ha un valore strategico incalcolabile". Soddisfatto e consapevole del compito impegnativo che lo attende, Battison è pronto a cominciare una fase di lavoro intensa perchè sa che, ''come terzo Paese contributore dell'Esa l'Italia non può permettersi una fase di inattività in un contesto altamente competitivo, nell'ambito del quale vengono discusse strategie di alta rilevanza''. Il suo insediamento potrebbe avvenire ''in tempi brevissimi'' e parlare di programmi adesso è naturalmente prematuro, ma il nuovo presidente dell'Asi è convinto che sia ''nell'interesse di tutti avere un'agenzia spaziale nella quale le attività scientifiche e quelle industriali trovino un modo bilanciato e armonico di procedere''. 

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Ottantamila anni per un’orbita

Ottantamila anni per un’orbita | astronotizie | Scoop.it
Record di distanza per un esopianeta dalla sua stella madre: GU Psc b, scoperto da un team guidato da una dottoranda dell'Università di Montreal, è a 2.000 unità astronomiche dall'astro attorno a cui orbita
AstroBlog's insight:

Questa distanza rende GU Psc b molto interessante da un punto di vista teorico, perché è difficile immaginare come possa essersi formato nel disco protoplanetario della sua stella. La definizione corrente di un pianeta extrasolare si basa esclusivamente sulla massa (<13 masse di Giove), ma GU Psc b probabilmente formata in un modo che è più simile a come si formano le stelle. E 'sicuramente il tipo di oggetto che ci fa riflettere su che cosa è esattamente un pianeta extrasolare. "   

Marie-Eve Naud e il suo co-advisor Étienne Artigau


Leggi tutto: http://www.universetoday.com/111875/direct-image-of-an-exoplanet-155-light-years-away/#ixzz31rvltJRj

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