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Tutte le forze in campo in Siria - Corsera, Guido Olimpio

Tutte le forze in campo in Siria - Corsera, Guido Olimpio | Anti-Exploitation | Scoop.it
mcc43's insight:

WASHINGTON - In Siria si combattono molte guerre. I ribelli contro regime. I musulmani sunniti contro sciiti. Le potenze regionali in lotta tra loro. Lo scontro tra componenti etniche diverse, dalla caccia ai cristiani che hanno a cuore Assad ai curdi che sognano la loro entità autonoma.
Un conflitto complesso dove sono rappresentate decine di nazionalità. Vicine e lontane. L’aspetto più evidente è quello dei "volontari". Al fianco degli insorti sono arrivati militanti da quasi tutti i paesi dell’Unione Europea. Gli ultimi rapporti sostengono che sarebbero circa 800, con un buon numero di francesi. Ci sono poi jihadisti kosovari, bosniaci, canadesi, scandinavi e ceceni. Il grosso è però rappresentato dai nord africani. I tunisini, come raccontano le decine di storie dedicate ai martiri. I libici che ricambiano il favore, i salafiti egiziani. Poi quelli libanesi che identificano la Siria come il nemico storico. Una lista piuttosto lunga, che viene enfatizzata da quanti temono, un giorno, il rientro in patria di tanti islamisti. Paure alimentate dalla presenza delle formazioni estremiste (come Al Nusra) e dall’azione nell’Est dello Stato Islamico dell’Iraq, sigla usata da Al Qaeda.
Molti membri della "legione straniera" raggiungono la Siria usando le linee di rifornimento create dai governi arabi alleati della ribellione. Qatar - che pompa denaro alle brigate vicine ai Fratelli musulmani -, l’Arabia Saudita che finanzia i suoi gruppi, così come la Turchia e, in misura minore, la Giordania. Stati usati dagli occidentali per aiutare gli insorti. Gli Usa, preoccupati di scottarsi, si servono dei regimi amici, stessa cosa fanno Francia e Gran Bretagna, più decise nel chiedere spedizioni massicce di armi. Frenano tutti gli altri partner europei.
Sulla barricata opposta non stanno a guardare. Russia, Iran e Iraq mandano munizioni, mezzi, petrolio e consiglieri per puntellare Assad. Una presenza defilata quanto attiva. Il lavoro sporco lo lasciano agli Hezbollah libanesi e ai loro "fratelli" iracheni. Diverse migliaia di miliziani sciiti hanno permesso ad Assad di riconquistare posizioni. E’ storia di queste ore. Bagdad, che è a sua volta è impegnata contro i qaedisti, ha trovato risorse per favorire il passaggio dei pellegrini-guerrieri che dovrebbero difendere i santuari sciiti in Siria.
Nel mezzo c’è Israele. Colpisce l’Hezbollah, considerato l’avversario più organizzato, vede con favore un Assad indebolito, ma è preoccupato dal peso della componente più radicale della ribellione. Aspettano anche i curdi siriani del Pyd. Ora sparano sui soldati, ora si scontrano con gli insorti, ora stanno a guardare. Sperando alla fine di guadagnarci. Prova di come le tante guerre di Siria aprano opportunità, ma anche sviluppi non sempre prevedibili. Nulla di strano, questa è la regola in Medio Oriente.
Guido Olimpio

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Siria, chimica ribelle (Veleni per la mente)

Siria, chimica ribelle (Veleni per la mente) | Anti-Exploitation | Scoop.it
La sera del 5 maggio è arrivata la notizia, i ribelli siriani usano armi chimiche. A darla ai microfoni della Radio Svizzera Italiana è stata
mcc43's insight:

La sera del 5 maggio è arrivata la notizia, i ribelli siriani usano armi chimiche. A darla ai microfoni della Radio Svizzera Italiana è stata Carla Del Ponte, ex procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale per la ex Jugoslavia e oggi della commissione Onu sulla Siria. E anche se l’Onu cerca di zittire la cosa, Carla Del Ponte accusa, in Siria non ci sono buoni e cattivi. È quello che pensiamo da tempo anche noi, tanto che abbiamo deciso di mostrarvi un video dei ribelli siriani dove si vede uno di loro armeggiare fra sostanze chimiche e fare esperimenti mortali su conigli, quindi uno con i jihadisti di Jabhat al Nusra, quelli che in Siria hanno fermato giornalisti italiani, mentre assaltano un villaggio, facendo ostaggi e distruggendo ogni cosa. Video crudi, ma è giusto mostrare l’altra faccia della crisi siriana, quella che molti non vogliono far vedere e che ora faticano a nascondere.

 

Un sondaggio del Pew Research Center di Washington ha rivelato che il cinquanta per cento degli americani non sa dov’è la Siria. Fra loro spiccano i democratici, quelli che votano per Barack Obama e che ora sperano attacchi la Siria perché il presidente siriano Bashar al Assad “usa armi chimiche”.

 CONTINUA A LEGGERE... http://notizie.tiscali.it/socialnews/Carnemolla/7381/articoli/Siria-chimica-ribelle.html
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Nessuno dice la verità sulla Siria : Ribelli antropofagi

Nessuno dice la verità sulla Siria : Ribelli antropofagi | Anti-Exploitation | Scoop.it
Avevamo scritto del video in cui si comprende chi fossero i "ribelli" anti-Assad. Il comandante ripreso nel filmato ha confermato di aver mangiato un organo del soldato siriano, ma che non era il suo cuore, quanto un rene.
mcc43's insight:

Avevamo scritto del video in cui si comprende chi fossero i "ribelli" anti-Assad. Il comandante ripreso nel filmato ha confermato di aver mangiato un organo del soldato siriano, ma che non era il suo cuore, quanto un rene. Inoltre il capo "ribelle" rivela che in un altro video di propaganda è ripreso mente "fa a pezzi" il corpo di un altro militare di Damasco con una sega per tagliare gli alberi. Se cade l'odioso regime di Assad questi sono i suoi successori e i predestinati a prendere il potere almeno in una parte del paese. Nessun giornale italiano ha parlato di questo video, che ha invece fatto il giro del mondo. In un altro filmato uscito ieri, i "ribelli" di ad Al Qaeda giustiziano 11 soldati siriani, gli "apostati".

continua a leggere http://www.ilfoglio.it/zakor/1027#.UZnCh0jVwwI.twitter

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Siria, gas e petrolio dietro i giochi dell’Occidente. Con l’aiuto di al Qaeda

Siria, gas e petrolio dietro i giochi dell’Occidente. Con l’aiuto di al Qaeda | Anti-Exploitation | Scoop.it
Anche l’Italia s’è seduta al banchetto per la spartizione della Siria. La regia, come s
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di Stefania Carnamolla 

[...]


Non passerà molto che anche la Siria di Bashar al Assad, così come per l’Iraq e la Libia, sarà attaccata militarmente da una qualche alleanza benedetta dall’Onu. Le armi chimiche di Bashar al Assad, però, non sono state ancora trovate, ciò che ha creato non pochi imbarazzi alla Cia, mentre è stato confermato un attacco chimico dei ribelli siriani su Aleppo. Le ultime notizie parlano anche di duecento soldati americani ai confini fra Siria e Giordania e che secondo il Los Angeles Times potrebbero arrivare a ventimila.

 

La Siria fa gola a tutti. È ricca di petrolio, gas naturale, oil shale, tanto che prima del conflitto era uno dei più grandi produttori d’energia del Levante. La Siria, che in questo settore ha forti legami con l’Iraq, l’Iran, la Russia, il Venezuela, la Cina, l’India, la Dutch Shell, la Total, la Gulfsands Petroleum, la Sinopec e altre compagnie, non piace alla Casa Bianca, non piace alle petromonarchie del Golfo Persico, Emirati Arabi Uniti, cioè, Arabia Saudita, Qatar, non piace all’Unione Europa. Prima della crisi, le sue esportazioni di greggio andavano a gonfie vele, erano state avviate attività di esplorazione, erano stati stretti accordi con Iran e Iraq per la costruzione di gasdotti e oleodotti, di un gasdotto con origine nell’Azerbaijan, nel Caucaso meridionale, o ancora per l’ampliamento della Arab Gas Pipeline, che porta gas dall’Egitto alla Siria e alla Giordana, per il trasporto del gas anche verso il Libano, la Turchia, l’Europa, ciò che avrebbe fatto della Siria il più importante corridoio energetico della regione. Poi, a Damasco, tutto è cambiato, perché qualcuno ha voluto così, usando i ribelli come testa d’ariete. Le sanzioni volute dalla Casa Bianca, dall’Unione Europea e da altri, hanno, infatti, indebolito la bilancia dell’export energetico, con i ribelli che intanto danneggiavano infrastrutture come reti ferroviarie, oleodotti, raffinerie. Con il conflitto si sono fermate le attività di produzione ed esplorazione, e anche i progetti per la costruzione di oleodotti e gasdotti sono stati accantonati.

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