Google e la ricerca sul cancro | Anthro of the Body | Appunti sparsi di Antropologia del Corpo | Scoop.it

Tutto parte dall'informatica pura, dalla “web analysis”, e dal PageRank di Google: quando infatti chiediamo a questo motore di ricerca di trovarci qualcosa di specifico in internet, il risultato è rappresentato da un elenco di pagine web. L'ordine di questo elenco, con all'inizio ciò che è più importante e pertinente a quanto da noi cercato, è attentamente governato da un algoritmo, detto PageRank [ http://goo.gl/rxpxH ].

L'idea di un gruppo di bioinformatici e chirurghi è stata quindi quella di utilizzare un algoritmo modificato del PageRank, per ordinare circa 20.000 proteine in base al loro ruolo nello sviluppo del tumore pancreatico. Il PageRank tiene conto di quanto e come una pagina è connessa ad altre pagine nello sterminato mondo virtuale del web; allo stesso modo l'algoritmo, appena messo a punto, considera le interazioni - sia fisiche che in termini di ruolo biologico - che si creano normalmente fra le proteine all'interno di una nostra cellula. Queste informazioni sono poi associate ai risultati che provengono dai marcatori tumorali, sono solitamente testati nel sangue nel caso si sospetti la presenza di un tumore oppure si debba valutarne nel tempo la progressione.

Il nuovo metodo bioinformatico sembra funzionare: analizzando l'espressione dei geni in 30 pazienti con tumore al pancreas, sono state individuate sette proteine che potrebbero predire l'andamento del tumore stesso e quindi indirizzare meglio le scelte terapeutiche in ogni paziente. E' ora necessario mettere a punto uno studio clinico su larga scala, per validare al meglio questo “pagerank biologico”.


Via Roberto Insolia