Ansia e Depressione
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L'esercito dei Depressi

L'esercito dei Depressi | Ansia e Depressione | Scoop.it
Dott. Francesco Somajni's insight:

Nel mondo c'è un esercito immenso di persone perennemente tristi, una popolazione vasta quanto tutti gli abitanti degli Stati Uniti, quasi sei volte gli abitanti dell'Italia: sono i malati di depressione, una patologia che colpisce 350 milioni di persone, non fa distinzione tra paesi poveri e ricchi, e viene curata in meno della metà dei casi: è l'allarme lanciato dall'Oms. "La depressione - ha spiegato a Ginevra Shekhar Saxena, capo del dipartimento di salute mentale dell'Oms - non è una malattia dei paesi sviluppati, si tratta di un fenomeno globale. E' presente in entrambi i sessi e in popolazioni ricche e povere".

 

Nessun paese è esente dalla malattia, e circa il 5% della popolazione mondiale ne soffre nel corso di un anno. Le donne sono più colpite (il 50% in più degli uomini) e una madre su 5 soffre di depressione post partum. La depressione, spiega l'esperto dell'Oms, "non è semplicemente un momento di malinconia, è un sentimento di tristezza prolungata per due settimane o più che interferisce con il lavoro, a scuola o a casa". Nel peggiore dei casi, la depressione può portare al suicidio: quasi un milione di persone si tolgono la vita ogni anno e più della metà di loro soffre del "male oscuro". "Purtroppo la depressione esiste da secoli, solo che non la stiamo curando adeguatamente", ha denunciato Saxena: "la vergogna associata con la malattia fa sì che meno della metà di quelli con depressione ricevano le cure di cui hanno bisogno. La cifra scende a meno del 10 per cento in molti paesi". La migliore terapia? "Anzitutto parlarne apertamente. Non dovrebbe essere dato per scontato che la depressione significa prendere le pillole", ha concluso lo scienziato.

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La Depressione Post-Partum colpisce i Padri!!

La Depressione Post-Partum colpisce i Padri!! | Ansia e Depressione | Scoop.it
Dott. Francesco Somajni's insight:

I papà soffrono di depressione post-partum quanto le mamme, se non di più!
Uno studio del Parenting Research Centre di Melbourne pubblicato su Social Psychiatry and Psychiatric Epidemiology conferma il fenomeno. Nel primo anno di vita del bambino, il 9,7 per cento dei padri soffre di depressione post-natale, a fronte di un 9,4 per cento nelle madri. In particolare, sono più vulnerabili i padri giovani, quelli sotto i 30 anni, inclini alla malattia per il 40 per cento in più rispetto ai genitori più adulti.

Lo studio si basa su valutazioni della salute mentale di padri i cui figli hanno tra i 3 e i 12 mesi e fino a cinque anni. "I padri sono a rischio di depressione post natale e per alcuni il pericolo perdura per tutta la prima infanzia dei figli", hanno spiegato gli autori. "I genitori di sesso maschile sono sempre più sensibili a problemi di salute mentale - ha dichiarato alla Abc Online Jan Nicholson, uno dei coautori della ricerca - perché hanno assunto un ruolo più significativo nella genitorialità. Tuttavia, se da un lato viene riconosciuto un loro ruolo sempre più importante, dall'altro sono troppo vulnerabili per via della mancanza di sonno e della maggiore dose di responsabilità".

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Terapia della Depressione e dell'Ansia

Terapia della Depressione e dell'Ansia | Ansia e Depressione | Scoop.it
Dott. Francesco Somajni's insight:

I disturbi dell’umore possono essere curati con interventi terapeutici che devono trovare nel paziente un alleato forte.

Non di rado capita che al paziente depresso, per esempio, venga imposta una terapia farmacologica, in assenza di comprensione e condivisione del progetto terapeutico.

La prescrizione psicofarmacologica può essere necessaria, ma può anche spaventare e attivare un’opposizione alla terapia. Per questo motivo, è utile e necessario un approccio cauto ed esplicativo.

Il sostegno farmacologico è senza dubbio efficace nella maggior parte dei casi, meglio se integrato con un intervento psicoterapico di tipo supportivo, espressivo, o cognitivo-comportamentale.

La terapia farmacologica è quella più diffusa, per rapidità di intervento e per riduzione dei costi.

I farmaci a disposizione in Italia per la cura dei disturbi dell’umore sono gli inibitori delle MonoAminoOssidasi (I-MAO), gli antidepressivi triciclici (TCA), gli antidepressivi con attività di inibizione selettiva del reuptake della serotonina (SSRI - serotonin selective reuptake inhibitors), della noradrenalina (NaRI - noradrenalin reuptake inhibitors) e della noradrenalina e della serotonina (SNRI - serotonin-noradrenalin reuptake inhibitors), e con attività modulatrice della trasmissione serotoninergica e noradrenergica (NaSSA- noradrenergic and specific serotonergic antidepressants).

Secondo gli studi classici sui farmaci antidepressivi la risposta terapeutica si manifesta non prima di 10-15 giorni dall’inizio del trattamento. Tuttavia, secondo l’esperienza personale, sono presenti indicatori clinici che consentono di valutare con tempi più rapidi la risposta al trattamento, o viceversa l’inefficacia, con conseguente restringimento dei tempi di individuazione della terapia utile.

 

Gli antidepressivi triciclici (ADT) più diffusi: 

Anafranil, Deanxit, Laroxyl, Ludiomil, Noritren, Nortimil, Surmontil, Tofranil, etc.

 

Antidepressivi di nuova generazione (SSRI) più diffusi:

Cipralex, Daparox, Dumirox, Elopram, Entact, Eutimil, Fevarin, Fluoxeren, Fluoxetina, Maveral, Paroxetina, Prozac, Sereupin, Seropram, Seroxat, Zoloft, etc.

Altri antidepressivi: Cymbalta, Edronax, Efexor, Davedax, Faxine, Mirtazapina, Remeron, trazodone, Valdoxan, Thymanax, Xeristar, etc.

 

Per i disturbi ciclotimici o bipolari la terapia è prevalentemente farmacologica, con associazioni tra farmaci antidepressivi e stabilizzatori del tono dell’umore.

 

Farmaci Stabilizzatori

Olanzapina (Zyprexa), quetiapina (Seroquel), valproato di sodio (Depakin), carbamazepina (Tegretol), litio (Carbolithium, Quilonorm), lamotrigina (Lamictal), clonazepam (Rivotril), gabapentin (Neurontin), topiramato (Topamax), oxcarbazepina (Tolep).

 

 

Le cause dei disturbi dell’umore possono essere diverse:

possono essere  reattive ad eventi dolorosi attuali,possono riattivarsi nel presente come riedizioni di eventi dolorosi del passato,possono attivarsi spontaneamente, apparentemente senza causa.

Le cause possono essere riconducibili a una natura psicologica, o a un malfunzionamento organico, espressione di uno squilibrio neurotrasmettitoriale del sistema nervoso centrale, ovvero dopaminergico, serotoninergico, noradrenergico.

Gli psicofarmaci rimodulano il sistema neuronale, riequilibrando gli assetti  neurotrasmettitoriali, con benefici sullo stato umorale della persona.

 

L’ansia è un segnale di pericolo. L’individuo la può percepire sotto forma di tensione libera, in assenza di stimoli o situazioni rilevanti (quando il pericolo deriva da un fantasma interno), o viceversa determinata da contesti ambientali specifici (per esempio sociali).

Paradossalmente, l’ansia costituisce un meccanismo di difesa, con la funzione di segnalare la presenza di un pericolo e di attivare risposte adeguate di tipo adattive, evitanti, o di fuga.

In ogni caso, l’ansia espone l’individuo a vissuti dolorosi e poco tollerabili con conseguente attivazione di misure di difesa non sempre funzionali (infatti, l’evitamento e la fuga possono avere conseguenze disadattative). 

L’ansia è curabile. Le terapie farmacologiche consentono nella maggior parte dei casi il controllo delle manifestazioni ansiose più eclatanti.

I farmaci di prima scelta sono gli antidepressivi SSRI, associati in caso di ansia particolarmente acuta a benzodiazepine.

Gli SSRI (per esempio Elopram, Seropram, Cipralex, Prozac, Fevarin, Maveral, Dumirox, Sereupin, Seroxat, Daparox, Dropaxin, Zoloft…) devono essere assunti regolarmente (almeno una volta al giorno) per raggiungere l’efficacia di prevenzione delle crisi d’ansia.

Viceversa, le benzodiazepine (per esempio Tavor, Xanax, En, Lexotan, Valium…) possono essere assunte al bisogno, come farmaco d’emergenza in caso di crisi d’ansia acuta.

 

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Padre depresso: conseguenze sui figli

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Se il papà è depresso, i figli rischiano conseguenze sul proprio comportamento e sull'emotività rispetto agli altri bambini. Lo rivelano i ricercatori della New York School of Medicine sulla rivista 'Pediatrics'. Gli autori spiegano che è già noto quanto la depressione di una madre aumenti esponenzialmente il rischio di conseguenze fisiche e mentali negative sui figli. La medicina, invece, è carente rispetto agli approfondimenti sulla depressione paterna e l'impatto esercitato sulla prole. Gli studiosi americani hanno esaminato 21.993 bambini che vivevano con in casa con entrambi i genitori. Hanno scoperto che se la madre ha sintomi depressivi il rischio che i bambini sviluppino patologie emotive o comportamentali è maggiore di quanto non lo sia se a soffrire della sindrome è il padre.

L'incidenza di problemi comportamentali ed emotivi nei bambini raggiunge il 25 per cento se entrambi i genitori hanno avuto sintomi di depressione, il 19 per cento se solo la madre è stata colpita, l'11 per cento se è il padre a essere ammalato. Contro il 6 per cento dei bimbi con difficoltà emotive, figli di genitori sani. Gli scienziati, sottolineando che occorrono ulteriori studi per trovare metodologie migliori capaci di individuare e contrastare le conseguenze in famiglia dei padri con difficoltà psichiche, hanno evidenziato l'importanza della ricerca "il primo studio che utilizza un campione rappresentativo per dimostrare che vivere con padri con sintomi depressivi e altri problemi di salute mentale è associato ad un forte aumento dei tassi di problemi emotivi e comportamentali dei bambini".

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Ansia e Depressione in Europa

Ansia e Depressione, Giornata Mondiale per la Salute Mentale

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Ansia e depressione, in Europa 165 milioni nuovi casi ogni annoIn occasione della Giornata Mondiale per la Salute Mentale sono state rilasciate le drammatiche statistiche per il Vecchio Continente   MILANO –Oggi è un giorno importante per la salute, poiché si celebrano le giornate di sensibilizzazione per due dei più grandi problemi di salute pubblica che colpiscono principalmente le società più avanzate e moderne. In Italia ricorre infatti la 13esima edizione dell'Obesity Day, organizzata dall'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), mentre a livello internazionale si celebra la Giornata Mondiale per la Salute Mentale. Per quanto concerne il secondo evento sono state rilasciate oggi statistiche decisamente preoccupanti circa il numero di persone coinvolte in disturbi psicologici, alla stregua di ansia,depressione, attacchi di panico, stress et similia: in Europa, infatti, si registrerebbero ogni anno ben 165 milioni di nuovi casi - ovvero 4 europei su 10 - ed oltre un caso di disabilità su 4 sarebbe riconducibile a problemi psichici o legati all'abuso di sostanze come l'alcol. Nel complesso il 14% dei cittadini europei soffrirebbe d'ansia, mentre il 7% di insonnia o depressione. In Italia risultano ben 17 milioni di persone con patologie legate alla salute mentale, di cui 8 milioni con ansia, 4 milioni con insonnia, 4 milioni con depressione e più di un milione con disturbo post-traumatico da stress. Queste problematiche si presentano in percentuale pressoché doppia nelle classi socioeconomiche più disagiate, laddove la crisi economica internazionale ne sta facendo accrescere sensibilmente il numero. In base alle statistiche presentate oggi ben il 60% delle donne europee ed il 45% degli uomini hanno avuto a che fare almeno una volta nella vita con queste problematiche, sebbene soltanto uno su cinque del totale si rivolga ad uno specialista psicologo o psichiatra. Principali vittime della depressione sono le donne con un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini, un dato catalizzato anche dalleviolenze domestiche che rientrano tra i principali fattori di rischio e divenute vera e propria emergenza sociale alla luce delle statistiche registrate di recente. In occasione della Giornata Mondiale sulla Salute Mentale è stato organizzato un Open Dayinformativo in oltre 70 ospedali italiani, grazie alla collaborazione dell'Osservatorio Nazionale sulla salute della donna (O.N.Da) e della Societa' Italiana di Psichiatria (SIP). “L’Open Day sulla salute mentale al femminile – sottolinea il Presidente di O.N.DaFrancesca Merzagora – gia’ sperimentata per altre problematiche, prevede che gli Ospedali con i Bollini rosa che vi aderiscono mettano gratuitamente a disposizione della popolazione servizi per consentire alle donne, ma non solo, di sentirsi maggiormente accolte e di poter esprimere un disagio in condizioni piu’ favorevoli”. Tutti i dettagli dell'iniziativa su www.bollinirosa.it ed al numero di telefono 895.895.0814.

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